SPRING IS IN THE AIR…

“La primavera sta arrivando?”
“Come è fatta?”
“E’ il sole che brilla sulla pioggia, ed è la pioggia che scende sotto il sole”

Frances Hodgson Burnett

Dovevo uscire per recarmi a comprare ciò che mancava nella mia dispensa. Il sole era già alto e l’aria tiepida. Ho messo la macchina fotografica al collo con un gesto quasi involontario, indossato paltò e sciarpa, ignorato le chiavi dell’auto. Quattro passi, pochi, con gli occhi sempre rivolti in alto.

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ROSE DI MELA

Che cos’è l’Amor…

Nei paraggi di questa cucina, vivono due pesci: uno rosso sbiadito, direi quasi bianco, ed uno nero. Li hanno voluti e scelti due bimbi: il Poeta ed il Vichingo. Quello rosso sbiadito, all’inzio si chiamava Tremolino, poi visto che bisognava dare un po’ di incoraggiamento a lui e al bimbo che lo aveva scelto così (manco a dirlo, il Poeta) il suo nome è mutato in Winter, per via di quella strana tendenza da pesce rosso a scolorire in bianco. L’altro invece, manco a dirlo, si è sempre chiamato Bomb.

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TRIANGOLI DI GALAKTOBOUREKO

Storia di una vecchia sedia.

Anche le sedie parlano. E raccontano di storie che son piccole e quotidiane, e di vissuti, e di gente d’altre case che attraverso quelle storie si fan grandi ed eroiche. Così anch’io, ne ho voluta una, affinchè ne avesse di racconti da narrarmi o di silenzi, da riempire con l’immaginazione.

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QUICHE CON PESTO DI CAVOLO NERO, ROBIOLA E NOCI

“Le piace la musica Jazz?”  – “Alle due del mattino?!” – “Oh, a qualunque ora del mattino!”

Woody Allen (Café Society)

Ed io sospiro, sognante, con ancora negli occhi le luci malinconiche e i colori di un’incantevole New York anni Trenta. Era un po’ che non me ne andavo al cinema e tornarci con Woody Allen è stata proprio una gran cosa. Soprattutto per me che ho sempre guardato a quel periodo con fascino e ammirazione: gli abiti di seta lunghi su silhouette magrissime, i locali fumosi affollati di jazz e brillantina, le macchine d’epoca, Central Park incorniciato dallo skyline newyorkese, le note di Gershwin, i gangsters un po’ gentiluomini e lo swing… Luci e magie ritratte da una fotografia che lascia abbagliati.

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MINI CAKES MARMORIZZATE CON CIOCCOLATO E PERE

Condanne e schiavitù dei tempi nostri. La più grande fra tutte quella maledetta applicazione chiamata WhatsApp. Iniziamo a parlarne dall’icona. Una cornetta verde che sul mio display si confonde puntualmente con quella reale dell’opzione telefonata. (Ma vabbeh, forse sono io ad avere qualche problema di usability). Un tempo sembrava una valida alternativa ai lentissimi sms, un po’ come passare da un Intercity ad un Freccia Rossa. Il messaggio arrivava in tempo reale e con lui la risposta. Se avevi urgenza e poche cose da comunicare era la svolta. Poi mano a mano, come sempre in questi casi, la storia è degenerata. L’urgenza del comunicare qualcosa è completamente decaduta lasciando il passo alla bieca comunicazione di tutto ciò che è inutile e futile.

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