TORTE DA CREDENZA, CROSTATE E DOLCI AL CUCCHIAIO

CROSTATA CON RICOTTA E MINI CAKE AL CIOCCOLATO (SENZA ZUCCHERO)

A me invece Roma piace moltissimo: è una specie di giungla, tiepida, tranquilla, dove ci si può nascondere bene.
(tratto dal film La dolce vita, di Federico Fellini)

Il bandolo della matassa

Mancare per lungo tempo da queste parti, mi mette sempre un po’ di malinconia. Ritornarvi invece mi rende euforica. Sono stati due mesi, questi appena trascorsi, che mi hanno tolto il respiro: sia per la mole di lavoro da svolgere, sia per gli eventi, complicati e difficili che si sono inanellati , subitamente uno dietro l’altro.  Sciogliere il bandolo della matassa non è stato facile, ma adesso almeno riusciamo a vedere l’altro capo. Un capo chiamato casa: una nuova dimora, finalmente nostra.

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TORTA INNEVATA DI NATALE

Have yourself a merry little Christmas
Let your heart be light
From now on
Your troubles will be out of sight […]

Una torta innevata 

Quando ho visto questa torta per la prima volta, sulla copertina di una nota rivista, era ancora Novembre inoltrato e i miei annuali sragionamenti sul Natale in arrivo erano di conseguenza una nebulosa vaga e lontana, della quale non avevo di cui preoccuparmi. Ad ogni modo, pur avendo la certezza interiore che mai mi sarei cimentata in un’opera simile per la ricorrenza in questione (chi mi legge conosce certamente la discreta idiosincrasia che caratterizza il mio approccio al periodo natalizio), sono rimasta folgorata sulla via di Damasco dall’incotestabile pizzico di magia che essa trasmetteva.

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FONDANT ALLE MELE

In the middle of every difficulty lies opportunity

cit. dal webMia nonna avrebbe detto.

Mia nonna avrebbe detto: se si chiude una porta, sta per aprirsi un portone. Ma in quest’anno nefasto di porte se ne sono chiuse tante. Forse troppe. E al di là dell’unico portone di una casa che spero presto, potrà aprirsi ai nostri passi, qui di opportunità se ne vedono poche. Troppe poche. Ciò ch’è lampante invece, è la direzione strampalata e sconcertante che sta prendendo l’andamento generale dei rapporti umani e dello stile di vita. Direzione dettata certamente da un’esigenza concreta e contingente che non vuole liberarci e che bisogna necessariamente contrastare, ma che mi provoca uno stato continuo di incertezza e timore per il futuro.

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NECCI ALLA RICOTTA

Onestà e gentilezza sopravanza ogni bellezza.

Detto toscano

Il racconto di un racconto…

Devo questo post ad un’amica. A colei cioè che più del raccontare mi ha fatto scoprire il piacere di ascoltare. Soprattutto quando nei suoi racconti girano storie di cucina. E tradizioni e ricette ad essa legate. Sopratutto quando in essi si narra di usi e costumi culinari e ad ascoltare si è nello stesso luogo in cui usi e costumi sono avvezzi. Ed è per questo che mi piace ascoltarla. Come quando da bimbi prima di andare a dormire ci si faceva leggere una bella favola, ch’era molto meglio del leggersi quel libricino dassoli. Perché raccontare fa bene sì alle tradizioni ma ascoltare fa bene all’anima. Quello che troverete di seguito quindi è, per dirla in breve, il racconto di un racconto. Ma partiamo dall’inizio.

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CONFETTURA DI MIRTILLI SELVATICI

[…] Io sto bene quando sto lontano da me. Con quella libertà speciale che ha solo l’uomo di passaggio […]

Niccolò Fabi, Lontano da me

Turismo di vicinato.

Che bella parola vicinato. Sa di conforto, di amicizie della porta accanto, di luoghi a portata di abbraccio. L’Estate quest’anno è arrivata in sordina, quasi come se ci avesse raggiunto in punta di piedi, sulla scia di una lunga convalescenza a cui non eravamo abituati e che non credevamo di aver terminato. Eravamo pieni di dubbi e incertezze, lontani dalla spavalderia euforica degli altri anni che ci spingeva a saltare sul primo traghetto in partenza o su un volo dalla meta ellenica. Così in questi assolati mesi di caldo e carenza di abbracci appunto, ho scelto di trasformare i miei piccoli e sparuti movimenti al di là della comfort zone domestica, in spensierati e fugaci passaggi dal vicinato.  Pochi giorni e pochi chilometri, non troppo lontani da casa, ma comunque lontani, quel tanto che è bastato per scoprire, perdersi e poi ritrovarsi, che è poi il normale giro che fanno le cose nella vita. Lontani quel tanto che basta a riprendere il respiro.

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