TORTA TENERINA CON RICOTTA FRESCA E AMARETTI

Finalmente lungo i nostri viali, è arrivato il giallo.

Mentre noi ci affanniamo ad anticipare ed affrettare tempi e ricorrenze in tutto e per tutto, la natura ultimamente sembra incedere con passo lento e grave, arrivando tardi ad ogni suo appuntamento. All’estate lunga e afosa è seguito un autunno strano, pieno di foglie rigogliose e verdi che sembravano non voler abbandonare i propri rami. La pioggia e il freddo sono giunti molto tardi, dopo un Ottobre ed un inizio di Novembre ancora molto tiepidi e decisamente strani. Poi finalmente, da qualche giorno, sui nostri viali è ricomparso il giallo.

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TORTELLINI IN BRODO CON RIPIENO DI SPINACI, SPECK E RICOTTA SALATA

I miei racconti tutti (contenuti) in un cucchiaio

Ero ancora seduta a tavola. Il pranzo era finito da poco ed io rigiravo tra le dita un vecchio cucchiaio d’ottone. Lo fissavo apparentemente senza interesse, scrutando l’interno vuoto della sua cavità un po’ cicciotta, e un po’ appuntita, come se avesse potuto, da un momento all’altro, regalarmi la ricetta della vita eterna. I vapori e i profumi del pasto appena concluso invadevano ancora la cucina, mentre dai vetri appannati filtrava la luce del primo pomeriggio. In quella cavità d’ottone, qualche attimo prima c’era stato del buon brodo bollente e una manciata di tortellini fatti in casa, freschi di farina e spianatoia.

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ROSSO DI FOGLIE, ROSSO D’AUTUNNO, ROSSO DELLE MELE DELLA TORTA DI ZIA ELVIRA

[…] Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”

Eugenio Montale (Ossi di Seppia)

Le cose della vita ci arrivano piano piano. Salgono su nel silenzio della sera, tra la guancia sul cuscino e gli occhi già chiusi oppure arrivano allo stomaco mentre ti stringi nel cappotto scuro e con la pelle del viso assapori il primo freddo mattutino.  Arrivano.  A volte piano piano.

Le cose della vita ci arrivano addosso col fragore di un temporale improvviso. Investono,  bagnano dalla testa ai piedi, fin nelle ossa; stordiscono come il boato di un tuono, abbagliano di lampi e fulmini e calpestano come foglia bagnata. Arrivano, altre volte invece, con grande rumore.

Ma in fondo, le cose della vita arrivano e basta.

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SPECULOOS: LE BEGHINE E IL BOLERO DI RAVEL

“Scrivere è nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto”. (Se una notte d’inverno un viaggiatore, Italo Calvino)

Scrivere è difficile, ancora di più se si scrive di se stessi. Soprattutto poi, se si vorrebbe far filare quel discorso tutto raggomitolato che sia ha nella testa il cui filo conduttore inzia col béguinage e si chiude, annodato, col Bolero di Ravel. Ma procediamo per ordine.

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CROMÌE | BROWN (DARK CHOCOLATE CAKE WITH HAZELNUTS AND RHUM)

Voi mi perdonerete l’anglicismo

ma quello di cui oggi raccontiamo è l’unico colore ch, nomen omen, distoglierebbe tutti dalla lettura di questo post. Raccontiamo infatti del Marrone, o come si direbbe nel dialetto della mia città, der marone. Colore che, per quanto mi concerne, fin dal mio primo confronto con lo specchio, ho preferito classificare con altro termine, chè se già era difficile accettare di non essere nata bionda con gli occhi azzurri o, ancora meglio, rossa con gli occhi verdi, figuriamoci poi doversi accettare con capelli ed occhi maroni. Meglio definirli castani e già le cose sembrano più buone …

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