BRIOCHE ALLO YOGURT CON LATTE, CANNELLA E PEPITE DI CIOCCOLATO

Esiste forse un posto dove si possa comprare il tempo?

La prima volta che ho provato a fare il pane è venuto male. Avevo seguito pedissequamente ogni dose, di ogni ingrediente; ogni passaggio indicato. Ma il pane è rimasto lì, senza lievitazione e forma, come un corpo senz’anima: vuoto. In questo ultimo intenso e concitato periodo di vita ho ripensato spesso a quel pane e con lui, di rimando, a questo mio blog e a questa domanda strana che mi attraversa i pensieri, sull’esistenza o meno di un posto in cui si possa comprare il tempo.

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LA MAGNA SICILIA

[mà-gno]

agg. (pl. m. -gni; f. -gna, pl. -gne) che vuol dire grande.
Quando nel lontano 1987 mio padre vendette la nostra casa in Sicilia, l’unica cosa a cui riuscivo a pensare, da bambina quasi dodicenne, era che non avremmo più compiuto quei lunghi ed estenuanti viaggi nel cuore della notte, tutti stipati nella vecchia auto di famiglia, carica di bagagli e persone. Dei cieli stellati e di quei tetti, fatti di coppi, muschio e sbeccature e ancora di quei silenzi notturni, all’epoca, a quasi dodici anni, non riuscivo proprio ad averne nostalgia. Ma chi nasce nella mia terra e poi la lascia, questa strana nostalgia se la porta dietro, come un abito invisibile, che non riesci a dismettere, o un filtro, sullo sguardo che tutto filtra, appunto.

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QUICHE CON POMODORI ESTIVI E CRÈME FRAÎCHE

[…] È l’epoca delle cose difficili, ma bisogna dire anche non impossibili, da affrontare con movimenti personali di fantasia […] Tu sei riuscita ad unire le proprie molteplici passioni e a farne un (secondo, terzo?) lavoro oltre che una grande realizzazione d’identità … Sinceramente, felice di conoscerti.

Monica Catalano

Vi ho mai raccontato che sono un’accumulatrice seriale di ricordi e pezzi di emozioni? Lo sono da sempre, fin da bambina, da quando cioè ero convinta che ogni cosa che popolasse questo pianeta, animato o non, avesse un’anima e potesse parlarmi… Da allora custodisco gelosamente, tra cassetti e borse, o angoli segreti di cui spesso, io stessa dimentico l’esistenza, tutta una serie di singoli oggetti o pezzi di carta che possano condurmi là nella memoria, a quel momento specifico della mia esistenza in un cui si sono palesati e all’emozione che li ha accompagnati.

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CREMOLATO AL MASCARPONE CON VARIEGATURA ALL’AMARENA

Non sono narcisista né egocentrico; se fossi vissuto nell’antica Grecia non sarei stato Narciso.
– E chi saresti stato?
– Giove.
(Woody Allen)

Narra Ovidio che il giovane Narciso, crudele e spietato amante di se stesso, dopo aver rifiutato i teneri abbracci della ninfa Eco, finì col l’annegare nel suo stesso riflesso, lasciando ai mortali come monito della sua stoltezza, un fiore, chiamato appunto Narciso. Ripensando a questo mito mi capita spesso di chiedermi quali sarebbero le reazioni degli Dei dell’Olimpo (ch’io trovo, confesso, di gran lunga più saggi e divertenti del resto dell’intera comunità divina) se potessero conoscere le narcisistiche inquietudini di quest’epoca contemporanea. In quali ire funeste incorrerebbe questa strampalata generazione di uomini e donne così presi e rapiti da un insano desiderio di visibilità e protagonismo?

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CROMÌE | RED (STRAWBERRIES AND CHERRIES PAVLOVA)

Da bambino volevo guarire i ciliegi | quando rossi di frutti li credevo feriti | la salute per me li aveva lasciati | coi fiori di neve che avevan perduti.

(Fabrizio De André)

Rosso. Ci siamo. È il tuo momento. 

Eccomi.

Oggi si apre il sipario su di te e sulla tua audacia. Sei contento?

Certo: della mia sfrontatezza vado fiero. Sono il Rosso, io. Dunque non temere e indaga pure, cosa vuoi chiedermi?

Vorrei sapere di te, della tua irruenza e di quella morsa stretta e tenace con cui stringi lo stomaco quando ci sei e quando manchi. Sembra che di te non si possa fare a meno. Ma, mi domando, ora, se tu sappia quanto è invece difficile di te saper raccontare…

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