QUICHE CON POMODORI ESTIVI E CRÈME FRAÎCHE

[…] È l’epoca delle cose difficili, ma bisogna dire anche non impossibili, da affrontare con movimenti personali di fantasia […] Tu sei riuscita ad unire le proprie molteplici passioni e a farne un (secondo, terzo?) lavoro oltre che una grande realizzazione d’identità … Sinceramente, felice di conoscerti.

Monica Catalano

Vi ho mai raccontato che sono un’accumulatrice seriale di ricordi e pezzi di emozioni? Lo sono da sempre, fin da bambina, da quando cioè ero convinta che ogni cosa che popolasse questo pianeta, animato o non, avesse un’anima e potesse parlarmi… Da allora custodisco gelosamente, tra cassetti e borse, o angoli segreti di cui spesso, io stessa dimentico l’esistenza, tutta una serie di singoli oggetti o pezzi di carta che possano condurmi là nella memoria, a quel momento specifico della mia esistenza in un cui si sono palesati e all’emozione che li ha accompagnati.

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ROSSO DI FOGLIE, ROSSO D’AUTUNNO, ROSSO DELLE MELE DELLA TORTA DI ZIA ELVIRA

[…] Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”

Eugenio Montale (Ossi di Seppia)

Le cose della vita ci arrivano piano piano. Salgono su nel silenzio della sera, tra la guancia sul cuscino e gli occhi già chiusi oppure arrivano allo stomaco mentre ti stringi nel cappotto scuro e con la pelle del viso assapori il primo freddo mattutino.  Arrivano.  A volte piano piano.

Le cose della vita ci arrivano addosso col fragore di un temporale improvviso. Investono,  bagnano dalla testa ai piedi, fin nelle ossa; stordiscono come il boato di un tuono, abbagliano di lampi e fulmini e calpestano come foglia bagnata. Arrivano, altre volte invece, con grande rumore.

Ma in fondo, le cose della vita arrivano e basta.

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IRENE BERNI’S RICE PUDDINGS

Pile di libri impolverati…

Che sognassi una casa con una libreria infinita non è mai stato un segreto. Tanti libri e vecchi dischi con cui accompagnare le letture. Pile di fogli minuti, pagine polverose, scritti antichi e moderni. Romanzi, racconti, poesie. Da sempre è stato così. Fin da quando entrai per la prima volta in una biblioteca e scelsi di leggere Anna Karenina. All’epoca conoscevo nulla della letteratura, avrò avuto sì e no 12 anni e attorno a me c’era certamente un’infinità di altri libri più adatti alla mia statura, ma quel nome straniero e tutte quelle pagine fitte e dense hanno avuto un fascino ed un potere incredibile. E’ stato il primo romanzo ch’io abbia scelto di leggere.

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DESSERT AL CIOCCOLATO, RHUM E CREMA DI CAFFÈ

Orandum est ut sit mens sana in corpore sano.

Giovenale, Satire,  X , 356.

Ed io che nelle ragioni e nei ragionamenti degli antichi latini credo molto, ho deciso che avrei seguito le esortazioni del poeta romano per affrontare col giusto piglio il superamento di un altro lunario di questi miei primi quarant’anni. Così è stato che, per nutrire di sano benessere la mente e il corpo, sia finita a trascorrere l’intera giornata ammollo tra le acque di un’antica caciara romana, presto trasformata in un centro termale di lustro nei pressi dell’Oasi di Porto.

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ROSE DI MELA

Che cos’è l’Amor…

Nei paraggi di questa cucina, vivono due pesci: uno rosso sbiadito, direi quasi bianco, ed uno nero. Li hanno voluti e scelti due bimbi: il Poeta ed il Vichingo. Quello rosso sbiadito, all’inzio si chiamava Tremolino, poi visto che bisognava dare un po’ di incoraggiamento a lui e al bimbo che lo aveva scelto così (manco a dirlo, il Poeta) il suo nome è mutato in Winter, per via di quella strana tendenza da pesce rosso a scolorire in bianco. L’altro invece, manco a dirlo, si è sempre chiamato Bomb.

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