ROSSO DI FOGLIE, ROSSO D’AUTUNNO, ROSSO DELLE MELE DELLA TORTA DI ZIA ELVIRA

[…] Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”

Eugenio Montale (Ossi di Seppia)

Le cose della vita ci arrivano piano piano. Salgono su nel silenzio della sera, tra la guancia sul cuscino e gli occhi già chiusi oppure arrivano allo stomaco mentre ti stringi nel cappotto scuro e con la pelle del viso assapori il primo freddo mattutino.  Arrivano.  A volte piano piano.

Le cose della vita ci arrivano addosso col fragore di un temporale improvviso. Investono,  bagnano dalla testa ai piedi, fin nelle ossa; stordiscono come il boato di un tuono, abbagliano di lampi e fulmini e calpestano come foglia bagnata. Arrivano, altre volte invece, con grande rumore.

Ma in fondo, le cose della vita arrivano e basta.

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ROSE DI MELA

Che cos’è l’Amor…

Nei paraggi di questa cucina, vivono due pesci: uno rosso sbiadito, direi quasi bianco, ed uno nero. Li hanno voluti e scelti due bimbi: il Poeta ed il Vichingo. Quello rosso sbiadito, all’inzio si chiamava Tremolino, poi visto che bisognava dare un po’ di incoraggiamento a lui e al bimbo che lo aveva scelto così (manco a dirlo, il Poeta) il suo nome è mutato in Winter, per via di quella strana tendenza da pesce rosso a scolorire in bianco. L’altro invece, manco a dirlo, si è sempre chiamato Bomb.

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RISOTTO CON CREMA DI MELE, RADICCHIO E NOCI

In questo week end sono tornata bambina.

Mi è sempre piaciuto viaggiare. Mettermi in moto verso orizzonti nuovi è qualcosa che non mi spaventa affatto, anzi mi emoziona sempre e mi rende euforica come un bimbo alla vigilia di Natale. Mi piace mescolarmi tra la gente lungo strade sconosciute, alzare gli occhi al cielo e scoprire nuovi profili stagliarsi contro il blu; mi piace perdermi tra modi di vivere e parlare diversi, respirare un’ aria nuova, scoprire a piedi ogni angolo dei centri storici, curiosare tra le vetrine, assaggiare piatti sconosciuti. Mi piacciono le stazioni dei treni con la nostalgia e le emozioni che si portano dietro, soprattutto se sono io a respirarle a pieni polmoni.

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