PANNA COTTA CAMOMILLA E GOCCE D’ORO

“Voglio solo che tu rifletta, come uno specchio, tutte le ore che per te sono state quest’ora. Non per un esercizio mnemonico, o letterario. Ma per trovare, nella tua vita, più felicità di quanto ritieni di averne.”

Stefano Benni, L’ora più bella.

E’ quasi tramonto. Mi avvicino a piedi scalzi, in barba alle numerose sterpaglie, con indosso solo la macchina fotografica che ciondola al collo ed un pareo annodato male. Mi intrufolo furtiva lungo una stradina che costeggia il mare. Il mio sguardo l’aveva scovata per caso al mattino, nel breve tragitto che conduce dalla Statale alla sabbia e poi, di lì, al mare. Ci sono poche case attorno, tutte basse e strette l’una all’altra, quasi a contendersi quel piccolo pezzo di terra che il mare ancora non ha ancora raggiunto e di fronte quell’ immenso, meraviglioso tesoro che mi affretto a raggiungere.

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MADELEINE ALLE MANDORLE E FIORI D’ARANCIO

[…] Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madeleine. […]

MARCEL PROUST,  À la recherche du temps perdu, vol. I, Du côté de chez Swann.

Difficile parlare di Madeleine, senza citare Proust e la sua ricerca, mentre invece vorrei parlarvene in altro modo o forse soltanto portarvi a seguire in silenzio il rincorrersi sui tasti di Keith Jarret al suo Koln Concert. Eppure queste piccole Madeleine sono la chiave di tutto: il passaggio al ricordo, alla memoria, quel determinato sapore che riporta indietro nel tempo.  La chiave stessa del viaggio. Ecco perché di viaggio vorrei parlare. Ché non sia solo la partenza da un punto e l’arrivo in un altro, ma il tragitto stesso: quella linea retta, curva, spezzata, a volte immaginaria che finisce col saldare le due estremità, per poter unire le Madeleine di Swann e la Zia Leonia, me e il concerto di Keith Jarrett.

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CREMOLATO AL MASCARPONE CON VARIEGATURA ALL’AMARENA

Non sono narcisista né egocentrico; se fossi vissuto nell’antica Grecia non sarei stato Narciso.
– E chi saresti stato?
– Giove.
(Woody Allen)

Narra Ovidio che il giovane Narciso, crudele e spietato amante di se stesso, dopo aver rifiutato i teneri abbracci della ninfa Eco, finì col l’annegare nel suo stesso riflesso, lasciando ai mortali come monito della sua stoltezza, un fiore, chiamato appunto Narciso. Ripensando a questo mito mi capita spesso di chiedermi quali sarebbero le reazioni degli Dei dell’Olimpo (ch’io trovo, confesso, di gran lunga più saggi e divertenti del resto dell’intera comunità divina) se potessero conoscere le narcisistiche inquietudini di quest’epoca contemporanea. In quali ire funeste incorrerebbe questa strampalata generazione di uomini e donne così presi e rapiti da un insano desiderio di visibilità e protagonismo?

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CROMÌE | ORANGE (BLOOD ORANGES’ CRÈME CARAMEL)

[…] Anima,
fatti color d’arancia!
Anima,
fatti color d’amore!                                                                                                     (Federico Garcia Lorca)

Sono arrivati due regali inaspettati in questi giorni. Fiocchi di neve immacolata e cieli rosa da riempirsene gli occhi e una cassetta profumata, pesante, di arance rosse color del sole. Così mentre questi ultimi giorni di Febbraio si tingevano di bianco e silenzio, nella luce bigia della mia cucina si faceva spazio prepotente e violento il colore delle arance, con il loro profumo della mia terra e qualche ricordo troppo sbiadito di tanto tempo fa. E’ bastato spaccarne una, a metà, superare la prima iniziale resistenza della buccia e affondare con la lama nella polpa succosa, per scoprire che uno spicchio di sole era rinchiuso proprio lì, nel cuore di quel frutto. Io che quel sole lo amo, che di quel sole, vivrei scalza e arrostita per trecentosessantacinque giorni all’anno. E mentre il silenzio della neve riempiva tutti gli spazi bianchi tra strade e palazzi, una luce arancione esplodeva prepotente.

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TORTA TENERINA CON RICOTTA FRESCA E AMARETTI

Finalmente lungo i nostri viali, è arrivato il giallo.

Mentre noi ci affanniamo ad anticipare ed affrettare tempi e ricorrenze in tutto e per tutto, la natura ultimamente sembra incedere con passo lento e grave, arrivando tardi ad ogni suo appuntamento. All’estate lunga e afosa è seguito un autunno strano, pieno di foglie rigogliose e verdi che sembravano non voler abbandonare i propri rami. La pioggia e il freddo sono giunti molto tardi, dopo un Ottobre ed un inizio di Novembre ancora molto tiepidi e decisamente strani. Poi finalmente, da qualche giorno, sui nostri viali è ricomparso il giallo.

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