ANTIPASTI FINGER FOOD E TORTE SALATE

CROSTATA SALATA CON ZUCCHINE E MELANZANE

Quarantena [qua·ran·tè·na]

Periodo di quaranta giorni; in antico, digiuno di quaranta giorni.

Voglio ricordarmi di questi giorni. Per lunghi momenti sono rimasta combattuta sul da farsi: se riportare tra queste pagine memoria dei giorni trascorsi in quarantena o se scegliere deliberatamente di ignorare tutto e disintossicarmi, almeno qui. Che poi disintossicarsi andrebbe a braccetto col digiunare, ma quello proprio no, ancora non mi riesce. E quindi per una strana forma di ribellione alla quarantena, qui non si digiuna né si dimentica.

Qui si fa yoga.

Per ovviare all’infinita lista di divieti e restrizioni che pur ragionevolmente hanno stravolto le mie abitudini ho elaborato un piano d’attacco agli effetti del mancato digiuno e a quelli del bombardamento mediatico legato a questi giorni: alleno mente e corpo a superare il tutto.

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QUICHE DI CARCIOFI, PORRI E BURRATA

Quando sei qui vicino a me
questo soffitto viola
no non esiste più
(Gino Paoli)

La primavera si sta avvicinando. Qui in città i mandorli sono già tutti in fiore e la luce del pomeriggio ha preso ad allungarsi pigramente sulle ultime ore della sera. Ancora qualche giorno e avremo nuovamente i tramonti ad illuminarci le cene e il polline ad incipriarci il naso. Il freddo della mattina si stinge nel tepore della Mezza, mentre le giornate bigie di pioggia cedono il passo ad un cielo limpido, celeste, pulito dal sole. Si fa strada prepotente la voglia di uscire, di trascorrere più tempo all’aperto e per quanto non ami particolarmente questa stagione dell’anno, le riconosco il dono di quell’eccitazione un po’ fanciullesca con cui si affrontano le giornate: è l’ora del risveglio, della vita che esplode in colori e profumi, in nuove energie e mille progetti vacanzieri.

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QUICHE CON POMODORI ESTIVI E CRÈME FRAÎCHE

[…] È l’epoca delle cose difficili, ma bisogna dire anche non impossibili, da affrontare con movimenti personali di fantasia […] Tu sei riuscita ad unire le proprie molteplici passioni e a farne un (secondo, terzo?) lavoro oltre che una grande realizzazione d’identità … Sinceramente, felice di conoscerti.

Monica Catalano

Vi ho mai raccontato che sono un’accumulatrice seriale di ricordi e pezzi di emozioni? Lo sono da sempre, fin da bambina, da quando cioè ero convinta che ogni cosa che popolasse questo pianeta, animato o non, avesse un’anima e potesse parlarmi… Da allora custodisco gelosamente, tra cassetti e borse, o angoli segreti di cui spesso, io stessa dimentico l’esistenza, tutta una serie di singoli oggetti o pezzi di carta che possano condurmi là nella memoria, a quel momento specifico della mia esistenza in un cui si sono palesati e all’emozione che li ha accompagnati.

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QUICHE CON PESTO DI CAVOLO NERO, ROBIOLA E NOCI

“Le piace la musica Jazz?”  – “Alle due del mattino?!” – “Oh, a qualunque ora del mattino!”

Woody Allen (Café Society)

Ed io sospiro, sognante, con ancora negli occhi le luci malinconiche e i colori di un’incantevole New York anni Trenta. Era un po’ che non me ne andavo al cinema e tornarci con Woody Allen è stata proprio una gran cosa. Soprattutto per me che ho sempre guardato a quel periodo con fascino e ammirazione: gli abiti di seta lunghi su silhouette magrissime, i locali fumosi affollati di jazz e brillantina, le macchine d’epoca, Central Park incorniciato dallo skyline newyorkese, le note di Gershwin, i gangsters un po’ gentiluomini e lo swing… Luci e magie ritratte da una fotografia che lascia abbagliati.

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PETITES QUICHES CON ASPARAGI VIOLA, PRIMO SALE E POMODORINI

Cambiare, mutare, re-inventarsi ogni volta.
I bivi di fronte ai quali ci si ritrova nel proprio percorso di vita sono tanti. Le svolte arrivano, lungo il rettilineo: a volte sono chiare, lapalissiane, altre sono sfuggenti, sommerse e avvengono con lentezza e quasi incoscienza.
Quest’ultime sono quelle che preferisco, soprattutto quando non sono dettate dal mio stesso desiderio di cambiamento. Le altre, adesso, mi spaventano. Nonostante mi ritenga una persona in continua evoluzione, comincio a faticare di fronte alle svolte improvvise, ai cambiamenti dell’ultima ora e la mia innata voglia di rimboccarsi le maniche per pilotare il cambiamento in itinere, temo si stia esaurendo.