CROMÌE | RED (STRAWBERRIES AND CHERRIES PAVLOVA)

Da bambino volevo guarire i ciliegi | quando rossi di frutti li credevo feriti | la salute per me li aveva lasciati | coi fiori di neve che avevan perduti.

(Fabrizio De André)

Rosso. Ci siamo. È il tuo momento. 

Eccomi.

Oggi si apre il sipario su di te e sulla tua audacia. Sei contento?

Certo: della mia sfrontatezza vado fiero. Sono il Rosso, io. Dunque non temere e indaga pure, cosa vuoi chiedermi?

Vorrei sapere di te, della tua irruenza e di quella morsa stretta e tenace con cui stringi lo stomaco quando ci sei e quando manchi. Sembra che di te non si possa fare a meno. Ma, mi domando, ora, se tu sappia quanto è invece difficile di te saper raccontare…

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CROMÌE | ORANGE (BLOOD ORANGES’ CRÈME CARAMEL)

[…] Anima,
fatti color d’arancia!
Anima,
fatti color d’amore!                                                                                                     (Federico Garcia Lorca)

Sono arrivati due regali inaspettati in questi giorni. Fiocchi di neve immacolata e cieli rosa da riempirsene gli occhi e una cassetta profumata, pesante, di arance rosse color del sole. Così mentre questi ultimi giorni di Febbraio si tingevano di bianco e silenzio, nella luce bigia della mia cucina si faceva spazio prepotente e violento il colore delle arance, con il loro profumo della mia terra e qualche ricordo troppo sbiadito di tanto tempo fa. E’ bastato spaccarne una, a metà, superare la prima iniziale resistenza della buccia e affondare con la lama nella polpa succosa, per scoprire che uno spicchio di sole era rinchiuso proprio lì, nel cuore di quel frutto. Io che quel sole lo amo, che di quel sole, vivrei scalza e arrostita per trecentosessantacinque giorni all’anno. E mentre il silenzio della neve riempiva tutti gli spazi bianchi tra strade e palazzi, una luce arancione esplodeva prepotente.

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PETITES QUICHES CON ASPARAGI VIOLA, PRIMO SALE E POMODORINI

Cambiare, mutare, re-inventarsi ogni volta.
I bivi di fronte ai quali ci si ritrova nel proprio percorso di vita sono tanti. Le svolte arrivano, lungo il rettilineo: a volte sono chiare, lapalissiane, altre sono sfuggenti, sommerse e avvengono con lentezza e quasi incoscienza.
Quest’ultime sono quelle che preferisco, soprattutto quando non sono dettate dal mio stesso desiderio di cambiamento. Le altre, adesso, mi spaventano. Nonostante mi ritenga una persona in continua evoluzione, comincio a faticare di fronte alle svolte improvvise, ai cambiamenti dell’ultima ora e la mia innata voglia di rimboccarsi le maniche per pilotare il cambiamento in itinere, temo si stia esaurendo.