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CROSTATA ARROTOLATA CON CANNELLA, CIOCCOLATO E MARMELLATA DI ARANCE

Napul’é …

E’ tardi. Tardissimo. L’ora di pranzo è passata da un pezzo ed io ancora non mi destreggio girando a vuoto con l’auto in cerca di parcheggio in questo popoloso e affollato quartiere di Roma. Sono in terribile ritardo, continuo a ripetermelo, mentre con la mente passo in rassegna l’intera mattinata, trascorsa e non ancora finita tra le follie di certi cliente e il traffico congestionato. E’ tardi e mi mancano ancora due appuntamenti.

E’ troppo tardi. Vorrei rincasare, ma ho ancora due incontri da rispettare. Per farmi forza, tra lo stomaco che brontola e le gambe che ormai trascino come due pesanti macigni, cerco di riassaporare le immagini del weekend appena trascorso ad Assisi. Faccio uno sforzo grande per cercare di rivedere le sue strade solitarie e silenziose, le sue pietre antiche e i pochi viandanti che, a dispetto di qui, passeggiano con calma tra una chiesa e l’altra. Ma il ricordo più imperioso delle ore passate incolonnata sulla tangenziale si fa strada con prepotenza anche se adesso, finalmente, riesco a fermare l’auto. Così scendo: trafelata e arrabbiata: questo dicembre non me lo sto godendo, troppo lavoro, troppa stanchezza, troppe giornate storte. Intanto alla radio, mentre spengo il motore, passano una canzone di Pino Daniele.

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CROMÌE | ORANGE (BLOOD ORANGES’ CRÈME CARAMEL)

[…] Anima,
fatti color d’arancia!
Anima,
fatti color d’amore!                                                                                                     (Federico Garcia Lorca)

Sono arrivati due regali inaspettati in questi giorni. Fiocchi di neve immacolata e cieli rosa da riempirsene gli occhi e una cassetta profumata, pesante, di arance rosse color del sole. Così mentre questi ultimi giorni di Febbraio si tingevano di bianco e silenzio, nella luce bigia della mia cucina si faceva spazio prepotente e violento il colore delle arance, con il loro profumo della mia terra e qualche ricordo troppo sbiadito di tanto tempo fa. E’ bastato spaccarne una, a metà, superare la prima iniziale resistenza della buccia e affondare con la lama nella polpa succosa, per scoprire che uno spicchio di sole era rinchiuso proprio lì, nel cuore di quel frutto. Io che quel sole lo amo, che di quel sole, vivrei scalza e arrostita per trecentosessantacinque giorni all’anno. E mentre il silenzio della neve riempiva tutti gli spazi bianchi tra strade e palazzi, una luce arancione esplodeva prepotente.

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CROSTATA CON PANNA COTTA AL MANGO E FROLLA ALL’ARANCIA

Eccoci qui arrivati già a Pasqua, come sempre in un fiat
Avevo deciso che quest’anno, in questa occasione, vi avrei stupita con effetti speciali. La tempesta di colori e profumi che come ogni primavera sta riempiendo l’aria e le strade, mi aveva convinta a preparare una super torta: tipo venti strati di cioccolatosa golosità, ricoperti da pennellate a mai finire di crema e una decorazione rigogliosa di fiori, frutta, erbe, degna del miglior giardino botanico. Una maestosa naked cake di Pasqua….

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MUFFINS ALLA RICOTTA, CANNELLA E ARANCIA

[…] e il mio Maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire.
(Franco Battiato)
Fino a non molto tempo fa, quell’ambiente della casa chiamato cucina, era per me un luogo misterioso e sconosciuto, che infondeva un discreto disagio e dal quale era prudentemente meglio tenersi alla larga. Vi entravo solo per il tempo stretto e necessario ad ottemperare al mio ruolo di elemento femminile della casa e garantire la sopravvivenza alimentare a tutti gli altri componenti della famiglia.
E’ evidente ch’io stessi facendo un enorme errore di valutazione.