SIMIL CANTUCCI ALLA ROSSA D’INVERNO

Troverai di più nei boschi che nei libri.

San Berbardo

Dunque, da dove comincio ?

Dunque, da dove comincio… Proprio così mi ha scritto Mirca, quando le ho chiesto di raccontarmi come le fosse venuto in mente di unire le arance moro alle bacche di biancospino e poi, da questa unione, di ricavarne una confettura. Ed è proprio la stessa cosa che ho pensato io qualche istante fa, mentre a mia volta mi accingevo a raccontarvi di lei, delle sue avventure nei boschi e del mo(n)do in cui ci siamo conosciute. Così che,  accomunate dalla stessa inquietudine iniziale ho ritenuto possibile, per amor del vero e di un certo spirito giornalistico che tra queste righe intendo mantenere, si potesse iniziare un articolo con una domanda.

E la risposta ha voluto che, come spesso accade in queste storie, ci fosse di mezzo una nonna. Una nonna che in questo caso, oltre a tramandare ricette, abbia insegnato alla nipote a riconoscere erbe e frutti spontanei fin da quando era piccolina così che i loro sapori non venissero mai dimenticati. E Mirca, questa lezione l’ha imparata bene, molto bene.

Un colore per ogni stagione

Così bene, ch’è un piacere sentirla raccontare, mentre mi spiega che nella sua azienda agricola diffusa, Semetella, Mirca ha voluto portare anche loro: i colori e gli odori di tutto quello che spontaneamente la natura offre attorno a lei. Perchè nei campi, nei boschi, lungo le rive dei fossi: dove giri gli occhi, trovi sempre qualcosa da raccogliere e portare nel piatto. É da questo modo di vivere la natura è nata l’idea di raccogliere un’intera stagione per confezionarla in un vasetto. Che sia una composta, una confettura, o una salsa, ogni stagione ha così il suo colore: il Nero per l’Estate, l’Arancione per l’Autunno e lei, la Rossa per l’Inverno. Rossa fuori e pure dentro con quel suo colore vivo che preannuncia il Natale e scalda il cuore; con quel suo sapore nuovo al palato, dato dal biancospino e l’amaro antico delle arance rosse, scure e succose.

La raccolta spontanea

Ora io sono donna cittadina. Poco comprendo di bacche, semi e raccolta spontanea. Ma di fronte a tanta bellezza, di racconti e composte, non potevo certo tirarmi indietro. E quando Mirca mi ha scritto: se vieni a trovarci ti porto a raccogliere l’aglio orsino insieme a me, già mi aveva conquistata. Sono giorni ormai che mi figuro con un cesto in mano e un nome a portata di bocca per tutto quello che non conosco: piante, fiori, bacche, foglie e radici. Tutte cose che fino ad oggi ho avuto solo modo di ammirare e, probabilmente, con beata ignoranza fotografare. Forse un giorno, finalmente, potrò imparare anch’io a dar loro un nome, quanto meno, per portare indietro non più soltanto piccoli tesori dalla campagna, dalle gite fuori porta o dal mio stesso giardino di casa, ma nomi precipui, piccole scoperte, qualche sapore nuovo che non pensavo si potesse assaggiare.

Una Rossa d’Inverno nel mondo del web

Di tutto questo devo ringraziare il mondo del web, che tanto spesso ci allontana dalle cose e dalle persone, ma molte altre ci avvicina a mondi e modi a noi del tutto sconosciuti. É così che ho conosciuto Mirca e la sua azienda, prima ancora che questa collaborazione per la Rossa d’Inverno avesse inizio.  Con uno scambio di parole, grazie a qualche scatto e qualche racconto, che adesso finalmente è anche qui, tra queste pagine. Ed è per la sua Rossa d’Inverno che è nata questa ricetta. Niente di originale o troppo difficile, niente di complicato, ma qualcosa che fosse in grado di lasciare alla Rossa il palco d’onore del sapore. Così ho mescolato un po’ di ingredienti, impastato frolla e confettura e poi arrotolato, come piace fare a me, per dare una forma che fosse simile ai cantucci e ottenere dei biscotti che profumino di boschi e biancospino.

Note dell’autore: ringrazio Mirca per aver creduto in me e ringrazio Mìmì, o Cocò, ché chi delle due è cosa, ancora non l’abbiamo capito, ma insomma ringrazio la mia carissima amica Micol che ha prestato mani e posa per questo servizio e dell’indiscutibile bontà della Rossa d’inverno può esser testimone!

RECIPE

dosi per circa 20 cantucci

280/300 g di farina 00
100 g di zucchero di canna semolato
1 cucchiaino di lievito istantaneo
1 cucchiaio di miele fluido
80 ml di olio di semi
1 uovo + 1 tuorlo
un pizzico di sale
1 cucchiaino colmo di cannella
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
composta di arance rosse e bacche di biancospino (Rossa d’inverno) q.b.
20 g di noci sgusciate

Unite lo zucchero con le uova e con l’aiuto di una frusta, amalgamate il tutto. Versate quindi a filo l’olio di semi, aggiungete il miele, la cannella e l’estratto di vaniglia e continuate poi a mescolare. Poco alla volta aggiungete quindi la farina setacciata e per ultimo il sale e il lievito istantaneo. Mescolate prima con un cucchiaio di legno, poi mano a mano che l’impasto si addensa continuate con le mani, lavorando su una spianatoia leggermente infarinata, fino a formare un panetto di frolla compatto e malleabile. Stendete sun un foglio di carta forno, dando la forma rettangolare e uno spessore di 3/4 mm.

Stendete quindi su tutto l’impasto, aiutandovi con un cucchiaio, la confettura di arance more e biancospino (o una confettura a piacimento), avendo cura di lasciare libero il bordo per circa 1 cm tutt’intorno. Tritate al coltello grossolanamente le noci e distribuitele uniformemente sulla confettura, poi aiutandovi con la carta forno, arrotolate sul lato lungo la frolla. Sigillate i bordi e le estremità facendo una leggera pressione con le dita e poi infornate in modalità statica a 180°.  Lasciate cuocere fino a doratura, quindi estraete e fate raffreddare completamente. Tagliate con un coltello affilato in obbliquo rispetto alla lunghezza del rotolo e ricavate dei biscotti dalla forma dei cantucci.  Servite e consumate a piacimento.

 

7 Comments

  1. debora 19 Dicembre 2021

    Care ragazze
    Mirca e Manu, che bello avervi qui e che bella questa cosa che le conoscenze si mischiano, si ampliano, crescono, unite dallo stesso sottile filo rosso della condivisione e delle passioni comuni.
    Anch’io non vedo l’ora di conoscervi di persona e magari intraprendere lunghe passeggiate a caccia di tesori nascosti o lunghe conversazioni a base di pane e marmelle!! Quindi sappiate che ci conto e che sarà mia premura, non appena ne avremo modo, di coordinare e organizzare con voi il tutto.
    Nel frattempo vi ringrazio profondamente e di cuore, per esserci state e per tutto il supporto che con le vostre parole mi avete dato!!

    Rispondi
  2. Mirca Brancaleone 17 Dicembre 2021

    Scusa Debora!!!
    Avrei voluto rispondere subito ai vostri commenti e scambi di messaggi ma non ho un attimo di respiro in questi giorni… Dalla settimana prossima, finita tutta la frenesia del Natale che si avvicina, metto testa a tutto quello di cui abbiamo “parlato” via email e…anche alle raccolte spontanee che mi aspettano col freddo di gennaio e febbraio!!! Ma non solo in realtà, perché qui la testa è sempre un po’ un criceto sulla ruota e ho già qualche nuova idea “selvatica” 😉

    Comunque, nel mentre, sappi che non faccio altro che guardare e riguardare le foto e me ne innamoro ogni volta.
    E sappi anche che la “gita fuori porta” con un cestino in mano non è solo un’idea ma un invito vero e proprio, a gennaio ti invio una sorta di calendario delle raccolte spontanee e ci organiziamo ok?!?

    Ti abbraccio forte…e un abbraccio anche a Emanuela a cui non sono riuscita a rispondere ma che aspetto con tanto tanto piacere, e di cui apprezzerò moltissimo le marmellate così come la presenza per boschi e prati.

    Mirca

    Rispondi
  3. Emanuela Lupi 15 Dicembre 2021

    Ma Deb!!!!!! sarebbe bellissimoooooo!!!!
    Dimmi quando ed io son lì!
    Tu lo sai quanto io ami aggirarmi nei boschetti a raccogliere frutta selvatica (e non solo) e poi tornare a casa e mettermi all’opera…. Ho le mie raccolte predilette che sono le more in agosto quando mi alzo prestissimo ed esco per il fresco, ma la magia che regalano le mele cotogne è per me la più bella: Le vedi così storte, bitorzolute, dure, difficili da lavorare e poi si trasformano in una crema color cammeo e profumatissima… le adoro! sono il frutto del riscatto secondo me!
    Allora Deb ci conto!!!!
    Ci mettiamo d’accordo e andiamo da Mirca assieme!
    Dici che se gli porto qualche marmella apprezza?
    Ti abbraccio fortissimo anch’io.
    Manu.

    Rispondi
  4. Mirca Brancaleone 12 Dicembre 2021

    Ecco…non comincio da una domanda come hai fatto tu, ma da quel OMMMMIOOOODDDDIIIIIIOOOOOOOOOO che ho esclamato quando ho visto le tue foto e la tua ricetta!!!

    Io non sono brava con le parole, ma cerco sempre di leggere con gli occhi, leggo tra i boschi e in mezzo ai campi, leggo sulle rive dei fossi e cerco di riappropriarmi ogni volta della magia che dalle parole di nonna Adriana scaturiva ogni volta che uscivamo insieme e si tornava a casa con un bustone di erbette campagnole, un cesto di frutti selvatici e tanti racconti sulla sua gioventù.

    Ho cercato così di portare queste mie letture nei vasi, perché si possa tornare quanto meno a leggere col gusto tutto quello che io leggo prima di tutto con gli occhi. E spero sempre di trasmettere quanto di più bello e giusto la natura offre, anche senza le parole.

    Ho letto poi le tue foto e ne sono rimasta affascinata…perché riuscivo a leggerle e allora mi sono detta: perché no?!? Debora è la persona giusta!!! E avevo ragione…

    Spero di poterti portare davvero a raccogliere l’aglio orsino, ad assaggiare bacche attraverso tutte le stagioni, per avere la possibilità di riempire un cesto di tutte quelle meraviglie con gli occhi con cui li leggo io. E con cui tu li fotografi.

    Grazie, di cuore. Mirca

    Rispondi
    • debora 15 Dicembre 2021

      Cara Mirca. Devi sapere che prima di tutto per me è un grande onore poter contribuire a valorizzare realtà come le tue! Oltre al fatto che i tuoi prodotti sono buonissimi e lo dico per esperienza, trovo fantastico il fatto che ci sia ancora qualcuno così a stretto contatto con la natura, con la vita spontanea attorno a sé. E credimi che per prime sono state le tue parole ad avermi affascinata e ad avermi dato l’ispirazione per foto e post.
      Per questo mi auguro di cuore che ci saranno nuovi spunti e nuove idee per collaborare presto insieme e dare a te e alla tua produzione il giusto valore. Grazie infinite

      Rispondi
  5. Emanuela Lupi 11 Dicembre 2021

    Io mi ci sono fiondata subito…da Mirca, appena ti ho letta….
    E’ un mio sogno, sai Deb? quello di raccogliere e poi racchiudere, per poi riaprire e stupirsi della …. magia.
    Per me è magia quella che si crea nella preparazione delle composte, confetture e tutte le varie preparazione in barattolo… ed è meraviglioso questo post.
    Mi sa che, nonostante io mi applichi senza indugi nella faccenda barattoli, io un giretto da Mirca ed un acquisto lo faccio molto volentieri, in attesa di prendere il mio cestino ed andarci direttamente a raccogliere bacche e frutti…
    Grazie Deb per avermi fatto conoscere questa chicca meravigliosa.
    Sei speciale.
    Manu.

    Rispondi
    • debora 15 Dicembre 2021

      Ciao Manu!! Eh sì hai proprio ragione è una grande magia quella dei vasetti, con quel suo portarsi dietro un pezzo di natura e un pezzo di stagione. Anch’io come te mi applico, ma altra cosa sicuramente è avere la materia prima a portata di mano, e qui da me un po’ manca….Quindi che ne dici se invece un bel giretto ce lo facciamo insieme da Mirca? E uniamo le conoscenze e le esperienze comuni? Sai che meraviglia?…Ti abbraccio fortissimo

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *