NAPUL’È: UNA CROSTATA ARROTOLATA CON CANNELLA, CIOCCOLATO E MARMELLATA DI ARANCE

Napul’é …

E’ tardi. Tardissimo. L’ora di pranzo è passata da un pezzo ed io ancora non mi destreggio girando a vuoto con l’auto in cerca di parcheggio in questo popoloso e affollato quartiere di Roma. Sono in terribile ritardo, continuo a ripetermelo, mentre con la mente passo in rassegna l’intera mattinata, trascorsa e non ancora finita tra le follie di certi cliente e il traffico congestionato. E’ tardi e mi mancano ancora due appuntamenti.

E’ troppo tardi. Vorrei rincasare, ma ho ancora due incontri da rispettare. Per farmi forza, tra lo stomaco che brontola e le gambe che ormai trascino come due pesanti macigni, cerco di riassaporare le immagini del weekend appena trascorso ad Assisi. Faccio uno sforzo grande per cercare di rivedere le sue strade solitarie e silenziose, le sue pietre antiche e i pochi viandanti che, a dispetto di qui, passeggiano con calma tra una chiesa e l’altra. Ma il ricordo più imperioso delle ore passate incolonnata sulla tangenziale si fa strada con prepotenza anche se adesso, finalmente, riesco a fermare l’auto. Così scendo: trafelata e arrabbiata: questo dicembre non me lo sto godendo, troppo lavoro, troppa stanchezza, troppe giornate storte. Intanto alla radio, mentre spengo il motore, passano una canzone di Pino Daniele.

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STELLE DI NATALE

A Natale è tutta una questione di stelle …

…. e baci sotto il vischio.

Anche quest’anno siamo giunti al Natale.  Così la scorsa settimana, l’insegnante di antireligione, come la chiamiamo noi per ironizzare su certe attitudini di famiglia, ha domandato al Vichingo, perché in casa nostra si facesse il presepe nonostante la nota e tramandata antireligiosità di famiglia. Il mio piccolo guerriero, del tutto impreparato ad una domanda del genere, l’ha, naturalmente, rigirata a me, proprio quando con la sua stessa impreparazione mi accingevo a fronteggiare anche questo clima natalizio. Confesso che, per rispondere a quella domanda e a tutte quelle che ogni anno mi pongo sul mio Natale, mi ci è voluto un po’ … E credetemi che non è una questione di mode, né di cinismo, per lo meno non più di tanto. È semplicemente tutta una questione di stelle.

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CROMÌE | RED (STRAWBERRIES AND CHERRIES PAVLOVA)

Da bambino volevo guarire i ciliegi | quando rossi di frutti li credevo feriti | la salute per me li aveva lasciati | coi fiori di neve che avevan perduti.

(Fabrizio De André)

Rosso. Ci siamo. È il tuo momento. 

Eccomi.

Oggi si apre il sipario su di te e sulla tua audacia. Sei contento?

Certo: della mia sfrontatezza vado fiero. Sono il Rosso, io. Dunque non temere e indaga pure, cosa vuoi chiedermi?

Vorrei sapere di te, della tua irruenza e di quella morsa stretta e tenace con cui stringi lo stomaco quando ci sei e quando manchi. Sembra che di te non si possa fare a meno. Ma, mi domando, ora, se tu sappia quanto è invece difficile di te saper raccontare…

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ROTOLO DI CONFETTURA DI GELSI

Questa strana follia di affezionarsi agli oggetti…

Così ho chiesto: rotolo o fagottini di frolla ripieni di confettura? Un Gambero mi ha risposto rotolo, l’altro mi ha detto fagottini – com’era facilmente immaginabile – ma io con la testa, ero già al pensiero di quel vasetto che sarebbe rimasto presto vuoto.
Perché, fin da subito mi ci ero affezionata: così scuro, preciso, scrigno trasparente di qualcosa di buono. Ci guardavo attraverso specchiando i miei occhi nel colore viola dei gelsi e viaggiavo con la mente, verso la mia Isola cara dove ho imparato a riconoscere il sapore di quei frutti piccoli e polposi.

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CROSTATA CON MARMELLATA DI ARANCE E CREMA FRANGIPANE

Dalle suffragette alle foodbloggers.

Da quando ho aperto questo spazio, ho avuto modo di conoscere meglio e sotto una diversa angolazione, il mondo del food-blogging e delle sue protagoniste femminili. Premesso che non sono mai stata quel genere di donna pronta, ogni piè sospinto, a lanciarsi in battaglie di stampo femminista o a reclamare una qualsiasi inutile superiorità di questa metà del cielo, non posso negare di essere rimasta conquistata e colpita dal grado di emancipazione, indipendenza e maturità artistica raggiunta dalla maggiorparte delle foodblogger che conosco. Di fatto sono rimasta affascinata dallo stravolgimento che ognuna di loro, a suo modo e con le proprie peculiarità, ha operato del ruolo della donna intesa come emblema del focolare domestico.

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