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RISOLATTE CON MELE CARAMELLATE E CRUMBLE

“La buona educazione non sta nel non versare la salsa sulla tovaglia, ma nel non mostrare di accorgersi se un altro lo fa”

Anton Cechov

Questioni di netiquette

E’ una questione di netiquette, mi ha suggerito una mia cara amica. Ed io ne ho preso atto.  Sulle prime ho creduto che stesse utilizzando un termine del vocabolario francese a me ancora sconosciuto, poi ho compreso che si trattava di un vocabolo fresco di conio con il quale viene definita la buona educazione – etiquette – all’interno della rete – net. Compreso questo, la parola mi è subito andata a genio. Poiché pur ignorandone l’esistenza ho sempre ritenuto importante applicare un codice di garbo e buone maniere tanto nella vita reale, quanto in quella virtuale.  E per esser certa che nel decalogo non scritto dei miei intendimenti non mancasse qualcosa trascritto invece nel galateo della rete, mi sono documentata. Quello che c’è da sapere è tutto racchiuso nell’uso del buon senso e della gentilezza.

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BRIOCHE DANESI CON CREMA E MELE

“La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario.”

Albert Einstein

La muta

Ed io ho cambiato. Non per misurare questa mia intelligenza che non riterrò mai bastevole per la comprensione del mondo e delle persone, ma, come spesso accade, per lasciarmi alle spalle qualcosa. Una muta fisiologica che scaturisce in me come un riscatto ed una rivalsa contro lo stesso mondo e le stesse persone di cui fatico a comprendere comportamenti ed azioni o dopo lunghi periodi negativi e situazioni intollerabili. Pochi giorni fa leggevo, di un blog le cui parole mi catturano l’anima. Parlava di bivi, di scelte e lievitati. Così ho scelto di cambiare. Ho messo un punto e intrapreso una muta.

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FOCACCIA GENOVESE AL ROSMARINO

Rituale ligure della focaccia genovese: si prepara la sera per la colazione del giorno dopo.

Continuiamo a convivere con questa inconsueta dilatazione del tempo e degli spazi. Tutto è sospeso, ovattato, come se mi fossi improvvisamente ritrovata all’interno di una bolla di sapone che si ostina a non voler scoppiare mentre rimbalza lenta e senza meta tra le pareti di casa. Non mi mancano i viaggi, o le cene fuori, o la libertà negli spostamenti, nè scelta di un cinema, di una giornata all’aperto: per indole sono sempre stata una gran pantofolaia e spesso a certe sortite ho preferito il comfort domestico. Mi mancano però le mie abitudini, quelle consuetudini fisse e certe con cui scandivo il tempo, le giornate, perfino l’andamento delle stagioni.

Ecco questo mi manca più di ogni altra cosa. Ritornare al ritmo sicuro e cadenzato della mia precedente quotidianità.

Che a dirla tutta era una gran frenesia e un gran movimento, questo è vero. E spesso, a voler essere del tutto sinceri, sembrava di stare su una giostra mandata a doppia velocità, dalla quale per poter scendere toccava fare svariate capriole acrobatiche. Ma a sera era stranamente bello ritrovarsi stanchi e spossati sul divano. E quella quiete immobile e serale aveva un suo perché. Ora la quiete c’è sempre. Anche al mattino e durante il pranzo, nel pomeriggio e alla sera. Ed io per questo in essa mi perdo. Non so riconoscermi.

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MUFFINS CON MUSCOVADO E MIRTILLI AD UN METRO DA TE

Ad un metro da te …

Quanto dista un metro? Cento centimetri? Trentanove virgola trentasette pollici? Un metro è la larghezza di un tavolo, lo spazio di passaggio di un corridoio, un millesimo di chilometro. Abituata da sempre a misurare, dimensionare, prendere le distanze, la rivoluzione che mi è costata di più in questi ultimi giorni è stata il dover capovolgere completamente l’ordine delle grandezze e le priorità ad esse legate. Così che quello che per lungo tempo rimaneva confinato nel campo ristretto e a portata di mano dei cento centimetri è diventato adesso lontano, intoccabile, irraggiungibile. Quanto vale quindi, oggi, un metro? Sono più di quattro passi, percorsi a gambe lunghe, che si alternano in una lunga e ordinata coda davanti al supermercato. Oggi un metro è la distanza di un braccio teso tra me e te, tra me e il resto del mondo. 

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TRECCIA AL BURRO E MIELE

Il pane, il latte e il burro sono di venerabile antichità. Hanno il sapore del mattino del mondo.
J.H. Leigh Hunt

Qualche giorno fa c’è stato un compleanno palindromo, con un cielo palindromo, per i miei, appena compiuti,  44 anni anch’essi palindromi. La giornata si è aperta così come si è conclusa, con la stessa treccia al burro. Consumata a colazione appena dopo averla sfornata, con un bicchiere di latte caldo e un velo di marmellata sopra e terminata a cena con le fette rimanenti appena bruscate e farcite con formaggi e crudo di Parma. È stato proprio un bel modo di festeggiare. E’ stato un bel modo, a 44 anni, di riscoprire quanto mi piaccia il burro.

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