MINI HOT MILK AND CHOCOLATE SPONGE CAKE

Come se …Ogni tanto, per ovviare alla scivolosa sensazione del tempo che passa chiudo gli occhi e faccio come se. Immagino di avere qualche opportunità in più di quelle che finora mi sono state concesse e tra il buio delle palpebre e qualche attimo in solitaria, mi ritrovo a infilarmi un bel paio di scarpe nuove.  Camminare nei panni di un’altra me è uno spunto divertente per indagare a fondo sulla direzione da prendere in certe giornate e l’idea, anche solo pensata, di quelle storie così diverse da quelle vissute, rende certi istanti più lievi, anche solo nell’immaginazione.

Come se.  Come se fossi riuscita nell’intento di studiare batteria fin da piccola, ad esempio. Ecco, ora sarei lì senza la rigida sensazione di essere troppo âgée per certe cose e mi divertirei senza tante storie a mescolare suoni, rincorrere terzine, ghost notes, seguendo soltanto la vibrazione che dalla pancia comanda ogni colpo assestato sulla cassa. Avrei probabilmente una band tutta mia e la disdicevole abitudine di esibirmi in abito da sera e snakers, così per il puro gusto di farmi notare, invece di scegliere lo strumento come se desiderassi un burqa. Sarei scalmanata e leggera. Qualche volta sbronza come Amy, coraggiosamente tatuata come LP.

Come se. Come se d’improvviso cambiassi casa e lasciassi la città. Avrei alberi di mele per ogni dove e un vigneto robusto e piccolo. Una casa lontana dai rumori, immersa nel silenzio delle stelle ed il rollio delle fronde. Un camino enorme e pile di libri letti o da leggere, come grattacieli di pagine che crescono disposti in orizzontale. Ci sarebbe una bici per le giornate di sole e per quelle pioggia, forse un gatto ma anche un cane e nidi di rondini al riparo tra le assi di legno. Ci sarebbe un sentiero tracciato tra le erbe aromatiche, come se il tempo fosse dilatato e nessun granello di terra vivesse attorno a me senza la generosità di una dedizione costante.

Come se.  Non avessi scelto di fare il libero professionista. Le mie giornate avrebbero orari cadenzati e precisi e le settimane ritmi regolari. Ci sarebbe forse un cartellino da timbrare e un orario stabilito oltre il quale lasciar cadere la penna, chiudere tutto e riuscire a pensare ad altro. Niente messaggi dei clienti alle cinque del mattino, niente domeniche al computer e soprattutto niente chilometri su chilometri trascorsi in auto. Ci sarebbero ferie pagate, malattie pagate!! Ci sarebbe perfino un bonifico puntuale alla fine di ogni mese, una di quelle certezze che ti permettono di affrontare serenamente le bollette così come i progetti, le promesse per il futuro, i sogni da realizzare. Altro che fatture che tanto poi quando mi ricordo e ho voglia decido di saldare all’architetto … Ci sarebbe una certa routine, gli stessi volti, le stesse responsabilità. Non ci sarebbe però la libertà di scegliere: come se non si potesse gestire il proprio tempo in totale autonomia per inseguire passioni e creatività, come se non fosse questo il paio giusto di scarpe da indossare…

Come se. Come se quattro anni fa non avessi provato a fare una torta di miele e ricotta. Come se avessi continuato a credere che la cucina fosse un ambiente a me ostile e il tempo da spendere tra impasti, lieviti e cotture, un tempo secondario, marginale e ininfluente. Come se non ci fosse stato quel lento percorso di crescita cucito tra gusci di uova rotte e palette in legno sporche di cioccolata. Come se non avessi mai imparato a ritrovare in certi eventi ad essa legati, come la lievitazione del pane, l’addensarsi di una crema, il bollore di una zuppa tutte le certezze che le occasioni perse e quelle non concretizzate hanno cercato di indebolire.  Così altre volte, per ovviare alla scivolosa sensazione del tempo che passa chiudo gli occhi e faccio. E invece di immaginare opportunità in più rispetto a quelle che finora mi sono state concesse, tra il buio delle palpebre e qualche attimo in solitaria, mi ritrovo in cucina con le stesse scarpe e un grembiule nuovo al collo.

RECIPE

3 uova a temperatura ambiente

150 g di zucchero semolato

150 g di farina 00

30 g di cacao amaro in polvere

130 ml di latte intero

50 g di burro

1/2 bustina di lievito per dolci

50 g di cioccolato fondente

marmellata di more q.b.

una presa di sale

In una ciotola rompete le uova, unite lo zucchero e montate il composto, con l’aiuto di una frusta elettrica per almeno 15 minuti, fino a quando non quadruplica il proprio volume e diventa chiaro e spumoso. A quel punto incorporate la farina setacciata ed il cacao e con movimenti delicati dal basso verso l’alto mescolate gli ingredienti. Scaldate il latte con il burro in un pentolino e toglietelo dal fuoco prima che raggiunga il bollore. Dividete in due parti l’impasto e in una unite man mano il latte caldo mescolando con una frusta fino ad avere un composto denso, unite il tutto al resto dell’impasto e continuate a mescolare bene con movimenti lenti dal basso verso l’alto. Unite per ultimo il lievito per dolci e la presa di sale. Trasferite il composto negli appositi stampini in silicone per minicake e fate cuocere in forno preriscaldato, funzione statica a 160° per circa 20-25 minuti. Lasciate raffreddare ogni minicake completamente prima di estrarla dal suo stampo. Nel frattempo sciogliete a bagno maria il cioccolato fondente. Tagliate a metà e farcite con abbondante marmellata di more ogni tortina, ricomponete con la parte superiore, poi decorate con la colata di cioccolato fondente e qualche fiorellino edile. Si conservano bene per circa 3 giorni sotto campana. La torta è molto morbida e spugnosa, non ha quindi bisogno di alcuna bagna per essere farcita, anche con crema a piacimento.

6 Comments

  1. Lara 28 novembre 2018

    a parte la batteria stai cantando canzoni che canterei con te, in un coro sommesso nel pensare una vita che potrebbe essere stata… anche se senza quello che vivo ogni giorno non avrei certe felicità che dò per scontate. Le tue atmosfere sono sempre più magiche, secondo me ti stai fatizzando.

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    • debora 2 dicembre 2018

      Bella la voce del verbo fatizzare o fatizzarsi….Ah, amica mia, non sai quanto mi inteneriscono e riempiono di contentezza le tue parole. Sarebbe bello possedere una bacchetta magica: con quella ci costruirei più che atmosfere, attimi. Attimi veri da condividere insieme, come i nostri desideri comuni. Un abbraccio grandissimo. Sei un vero tesoro

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  2. Rosa 27 novembre 2018

    Ahhhhh, un sospiro profondo leggendo i tuoi pensieri.
    Permettimi di dirti che attraverso i chiaroscuri dei tuoi scatti fotografici hai reso l’idea della vita: eternamente in bilico tra desideri e realtà.
    Un abbraccio💕

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    • debora 2 dicembre 2018

      Ecco un commento così è uno di quelli che vale la pena di serbare e proteggere dal tempo. Uno di quelli che trasformano in realtà i bei desideri. Grazie di cuore Rosa. Non potevi darmi maggiore, dolcissima consapevolezza.

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  3. Francesco 27 novembre 2018

    E’ bello e commovente questo sogno tra “il buio delle palpebre chiuse”. E’ un dolce rivedere in una realtà virtuale quello che poteva essere e non è stato, quello che avremmo potuto amare e non lo abbiamo amato, non lo abbiamo perseguito, per mancanza di coraggio, forse; per mancanza di opportunità, forse;
    per scelte in cui credevamo, forse. Ci potrebbero essere migliaia di “forse”, ma il tempo scorre, tutto travolge e tutto si dimentica.
    Ci sono, però, alcuni attimi, quando si chiudono gli occhi, che ti riportano indietro nel tempo e, in modalità immaginifica, riviviamo altre vite che avremmo potuto vivere e chissà, forse, tutto sarebbe stato diverso.
    Gli occhi si aprono, ci si ritrova nella realtà e si sorride dolcemente, contenti di quello che si è, felici per la strada percorsa, voltandosi indietro e rivedendo, non più nei sogni ad occhi chiusi, le mete raggiunte, la vita vissuta nella pienezza della gioventù, nelle persone che si amavano, che ancora si amano e quelle scelte di allora che oggi riempiono la vita. Per tutte queste felici evenienze si indossano “le stesse scarpe e un grembiule nuovo al collo”.
    Questo tuo sogno e questo tuo risveglio diviene ancora più emozionante, ammirando queste foto che anch’esse giocano poeticamente tra i chiaroscuri che le caratterizza. Divengono, così, anche esse una parte di quel tuo sogno in mistione con la realtà.
    Il tutto diviene il dolce profumo ed il seducente sapore delle tue “mini hot milk and chocolate sponge cake”!!

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    • debora 2 dicembre 2018

      L’immaginazione e la scrittura sono insieme uno strumento molto potente, capace di superare limiti e contingenze. Forse l’unica vera via di fuga alle brutture della vita. Per questo lascio che in queste pagine le parole scorrano libere e i pensieri vadano a briglia sciolta. Se poi chi mi legge, riesce a viaggiare con me, mi regala la più grande e tenera soddisfazione. E tu lo fai spesso. Grazie per essere il mio lettore “punto fermo”, anche nei voli pindarici….

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