MADELEINE ALLE MANDORLE E FIORI D’ARANCIO

[…] Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madeleine. […]

MARCEL PROUST,  À la recherche du temps perdu, vol. I, Du côté de chez Swann.

Difficile parlare di Madeleine, senza citare Proust e la sua ricerca, mentre invece vorrei parlarvene in altro modo o forse soltanto portarvi a seguire in silenzio il rincorrersi sui tasti di Keith Jarret al suo Koln Concert. Eppure queste piccole Madeleine sono la chiave di tutto: il passaggio al ricordo, alla memoria, quel determinato sapore che riporta indietro nel tempo.  La chiave stessa del viaggio. Ecco perché di viaggio vorrei parlare. Ché non sia solo la partenza da un punto e l’arrivo in un altro, ma il tragitto stesso: quella linea retta, curva, spezzata, a volte immaginaria che finisce col saldare le due estremità, per poter unire le Madeleine di Swann e la Zia Leonia, me e il concerto di Keith Jarrett.

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TORTA DI MELE E MANDORLE

Che Autunno sarebbe senza una torta di mele?

Di mela in mela, di anno in anno, di foglia in foglia. Ciclicamente, come il tepore dell’estate di San Martino, come l’alternarsi dei giorni e delle stagioni, come l’aria che si imbrunisce e le lancette che si rincorrono fino al mattino e poi di nuovo fino alla sera dopo. Certe preparazioni ritornano, scandiscono il tempo della vita. Ogni torta di mele che si rispetti è così: è il passaggio dell’autunno, luce che si accorcia, le domeniche trascorse in casa perché fuori, ormai, è già buio.

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CHITARRE AL PESTO DI BIETA ED ERBA CIPOLLINA

Prendere la decisione di avere un figlio è importante. E’ decidere di avere per sempre il tuo cuore in giro al di fuori del corpo. ELIZABETH STONE

Ci ho riflettuto a lungo.

Ho pensato che quando sarò madre, vorrò avere due figli: non uno, ma ben due figli maschi. Ho fantasticato tanto su di loro e quando li avrò, vorrei proprio che fossero esattamente come me li sono immaginata, come desidero che siano.

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