TORTE DA CREDENZA, CROSTATE E DOLCI AL CUCCHIAIO

CROSTATA ARROTOLATA CON CANNELLA, CIOCCOLATO E MARMELLATA DI ARANCE

Napul’é …

E’ tardi. Tardissimo. L’ora di pranzo è passata da un pezzo ed io ancora non mi destreggio girando a vuoto con l’auto in cerca di parcheggio in questo popoloso e affollato quartiere di Roma. Sono in terribile ritardo, continuo a ripetermelo, mentre con la mente passo in rassegna l’intera mattinata, trascorsa e non ancora finita tra le follie di certi cliente e il traffico congestionato. E’ tardi e mi mancano ancora due appuntamenti.

E’ troppo tardi. Vorrei rincasare, ma ho ancora due incontri da rispettare. Per farmi forza, tra lo stomaco che brontola e le gambe che ormai trascino come due pesanti macigni, cerco di riassaporare le immagini del weekend appena trascorso ad Assisi. Faccio uno sforzo grande per cercare di rivedere le sue strade solitarie e silenziose, le sue pietre antiche e i pochi viandanti che, a dispetto di qui, passeggiano con calma tra una chiesa e l’altra. Ma il ricordo più imperioso delle ore passate incolonnata sulla tangenziale si fa strada con prepotenza anche se adesso, finalmente, riesco a fermare l’auto. Così scendo: trafelata e arrabbiata: questo dicembre non me lo sto godendo, troppo lavoro, troppa stanchezza, troppe giornate storte. Intanto alla radio, mentre spengo il motore, passano una canzone di Pino Daniele.

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CONSUETUDINI D’AUTUNNO: BROWNIES CASTAGNE E CIOCCOLATO

Come un sentiero d’autunno: appena è tutto spazzato, si copre nuovamente di foglie secche. Franz Kafka

Ogni Autunno che ritorna è come un signore un po’ curvo: se ne rimane lì, tutto stretto e ingolfato nel suo cappotto color del miele e passa piano davanti al mio davanzale. Lo vedo camminare a passo lento, trascinando dietro di sé una grande valigia rettangolare gonfia di foglie, legna da ardere e ricci di castagne. Una valigia piena dei colori d’Autunno che come una magia ad ogni suo passo colora d’oro e ruggine ogni piega della terra.

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PANNA COTTA CAMOMILLA E GOCCE D’ORO

“Voglio solo che tu rifletta, come uno specchio, tutte le ore che per te sono state quest’ora. Non per un esercizio mnemonico, o letterario. Ma per trovare, nella tua vita, più felicità di quanto ritieni di averne.”

Stefano Benni, L’ora più bella.

E’ quasi tramonto. Mi avvicino a piedi scalzi, in barba alle numerose sterpaglie, con indosso solo la macchina fotografica che ciondola al collo ed un pareo annodato male. Mi intrufolo furtiva lungo una stradina che costeggia il mare. Il mio sguardo l’aveva scovata per caso al mattino, nel breve tragitto che conduce dalla Statale alla sabbia e poi, di lì, al mare. Ci sono poche case attorno, tutte basse e strette l’una all’altra, quasi a contendersi quel piccolo pezzo di terra che il mare ancora non ha ancora raggiunto e di fronte quell’ immenso, meraviglioso tesoro che mi affretto a raggiungere.

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VEG AND CREAMY APPLE PIE E LE MIE RICETTE SENZA

Less in more.

Mies Van der Rohe

Ed io me lo aspettavo che prima o poi sarebbe toccato pure a me. Togliere per aggiungere. Lavorare in sottrazione. Ampliare, arricchire, rendere tutto, ciò che in partenza è poco, quasi niente.  Così mentre per molti versi nel quotidiano delle mie scelte artistiche tale motto è stato sempre un punto di riferimento, uno stile di vita, una scuola di pensiero sempre ben condivisa e sposata, difronte a mestoli e fornelli l’impresa si è dimostrata ardua e difficile, piena di insidie. Quasi impossibile.

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MUFFINS SPEZIATI CON MELE E NOCI (GLUTEN FREE) E LE COSE CHE AMO

[…] La strada è solo una riga di matita
Che trucca gli occhi alla pianura.

Coma Cose, Mancarsi.  

Anche questo Maggio è volato via. È passato in sordina, uggioso e malinconico come il migliore dei Novembre. La luce tarda della sera ha stonato per tutti questi giorni con l’aria fredda e bagnata di pioggia. Lunghe giornate di luce cariche però di nuvole e freddo mentre il profumo di campi e fieno veniva nascosto da quello dei prati inumiditi. Tutte le promesse d’un tepore estivo sono andate disilluse. Non penso d’esser mai stata metereopatica ma certi squilibri mi hanno sfiancato. Proprio io che ho sempre detestato la Primavera, sono finita a rimpiangerne gli odori e i colori mentre con prepotenza la voglia di uscire, svestirsi, bagnare i piedi a mare e non poterlo fare, mi ha snervato le giornate. 

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