Come un sentiero d’autunno: appena è tutto spazzato, si copre nuovamente di foglie secche. – Franz Kafka
Ogni Autunno che ritorna è come un signore un po’ curvo: se ne rimane lì, tutto stretto e ingolfato nel suo cappotto color del miele e passa piano davanti al mio davanzale. Lo vedo camminare a passo lento, trascinando dietro di sé una grande valigia rettangolare gonfia di foglie, legna da ardere e ricci di castagne. Una valigia piena dei colori d’Autunno che come una magia ad ogni suo passo colora d’oro e ruggine ogni piega della terra.
Ogni tanto mi concedo il lusso di impugnare una penna e scrivere su carta. Mi piace la sensazione leggera con cui la sfera scorre tra le increspature del foglio. Mi diverte seguire con lo sguardo le volute della mia stessa grafia pensando forse di aver lasciato qualche traccia: che sia anche un solo semplice scarabocchio su quel foglio a quadretti che finirà accartocciato.

La nostra vita è costellata di decisioni, scelte, bivi da affrontare. A volte è facile, chiaro, lineare: non ci sono nuvole e non ci sono dubbi. Tutto è semplice come un foglio di carta bianco da riempire. Altre, per la maggiorparte, è la nebbia. Lo sguardo non riesce a percepire nulla, se non forme indistinte di pensieri, aspirazioni, desideri che si intrecciano tra loro stessi. Ogni possibile strada da percorrere sembra complicata, irta, chiusa: la mente non va leggera, il cuore è pesante. Le scarpe che indossi sembrano zavorre pesantissime per tenere ancorate al terreno le tue aspirazioni, in una battaglia impari con la forza di gravità.