L’inchiostro verde crea giardini, selve, prati,
fogliami dove cantano le lettere,
parole che son alberi.
Octavio Paz
Primavere e pastiere
Ecco ci risiamo. La stagione che apprezzo di meno è entrata a gamba tesa in questi giorni ormai pieni di luce. Le giornate sono più lunghe, all’ora di pranzo ci sono già quasi quaranta gradi, il giardino intorno a me è un tripudio di fiori, margherite, boccioli ed api. Io ho sonno, stramaledattamente sonno. Se potessi mi infilerei sotto le coperte di questa stagione per risvegliarmi direttamente in estate, sotto il sole cocente e con una distesa di mare davanti ai miei occhi.
Giorni senza tempo.
Me lo diceva sempre mia nonna, quando mi vedeva scalpitare dietro sogni troppo difficili da rincorrere. C’è un tempo per tutto e per tutto c’è tempo. Ogni cosa alla fine va al suo posto.
Il sapore si racconta.
Una certa pigrizia domestica