[…] If they sayWho cares if one more light goes out? In the sky of a million starsIt flickers, flickersWho cares when someone’s time runs out? If a moment is all we areWe’re quicker, quickerWho cares if one more light goes out?Well I do […]
Linkin Park
Tornare
Torno su queste pagine, dopo quasi un anno di inattività, per tanto lavoro al di fuori del mondo della fotografia e tanto lavoro al di dentro. Torno qui, in questi giorni freddi e ventosi in cui l’inverno sembra finalmente volersi concedere al suo meglio e nel mentre il nostro albero di limoni esplode in mille frutti odorosi. E’ verde solo lui nel giardino. Anche il roseto, da poco assemblato e curato, sembra essere andato in letargo, come del resto tutte le piante che proviamo a coltivare. Mentre io invece, come il limone, torno ed emergo dal letargo.
A chiamarmi alla ribalta è un semplice contest fotografico e la congiuntura astrale di qualche giorno libero da pesi e pensieri, in cui fermarsi a scattare solo per il piacere di farlo, lasciando alle spalle quella sensazione di angoscia che negli ultimi tempi ha attanagliato le mie giornate. La macchina fotografica è terapeutica. Senza limiti o schemi in cui doversi districare, la creatività ingombra la testa solo di pensieri positivi e leggeri. La mente si muove libera: tra palette di colori da scegliere, props da abbinare, la luce giusta al momento giusto, laterale o dall’alto, forte solo di quel velo silente e grigio che è pioggerellina al di là dei vetri. La fatica si allontana, la voglia di scrivere ritorna. Penso che quello che faccio ora per il contest, potrò averlo sul blog domani.
Tempi stretti e tempi larghi
L’aria che respiro sembra impalpabile, nonostante il caos di oggetti e ingredienti si impila attorno a me. Ho preso al volo un cestino di vimini, l’ho riempito di fogliame e limoni e mi sono rinchiusa dentro, nel tepore delle mura domestiche. L’orologio mi indica il tempo e di tempo per ora ce n’è. Posso azzardare anche una preparazione diversa, una ricetta di quelle che faccio per la prima volta e rischiare che mi riesca o che sia un totale fallimento. L’ho vista online e me ne sono innamorata, la seguo di getto, modificando soltanto quello che la dispensa non offre. Poi, fortunatamente nel forno gli impasti crescono a dovere, mentre il tempo continua a passare.
Sembra stretto; a volte largo, il tempo. Mi servirebbe di averne in grandi quantità e non poche manciate rubate con rimorso alle cose della vita. Ma la giornata si esaurisce prima ch’io stessa me ne accorga, anche se porto con me un inaspettato e considerevole bottino di foto. Le mie foto! La luce e l’ispirazione sono state molto generose, così come la ricetta di Erika e la quiete della solitudine. Posso ritenermi soddisfatta e accingermi a tornare su queste pagine.
Who cares?
Mentre edito gli scatti, irrompe con prepotenza il desiderio di vederli pubblicati, di saperli qui, tra le mie pagine, rifugio sicuro dall’oblio. Una voglia insana e irrefrenabile mi prende: recuperarne di vecchi e nuovi per tornare a dar loro il giusto lustro su questo palcoscenico. È una forma di narcisismo lo riconosco, ma trovo che ci sia comunque del buono nell’estensione della mia personalità che questo blog rappresenta: quel pezzetto nuovo di storia che ogni volta viene raccontato è un ricordo in meno che rischia di svanire. Per cui, sì, anche se alla fine finisco inevitabilmente e lecitamente, col chiedermi – who cares? – posso solo continuare canticchiando a rispondermi – Well, I do.
E lievemente tornare qui.


07.02.2025 – Il bello della diretta – Ci sono cose che accadono inaspettatamente, ma poi guardando indietro nel tempo al concatenarsi casuale di questi eventi, ci si accorge che tutto ha un suo imperscrutabile filo conduttore e che ogni puntino sparpagliato tra le pieghe della vita, può essere unito a creare un disegno più grande, chiaro e sensato. C’è chi definisce tutto questo destino, io la chiamo (scaramanticamente) casualità o fortuna. E come tale voglio celebrarla e prenderne nota, per le giornate in cui tutto tornerà a sembrare illogico e insensato ed ogni puntino si perderà nel marasma confusionario della mia esistenza.
Oggi, 7 febbraio 2025, il premio del contest è arrivato, con tanto di podio e dedica, e questi scatti, fortuiti e fortunati, hanno infine allietano il mio inverno creativo meglio di un albero di limoni fiorito di giallo. Grazie a tutti! A Mridul Kawatra per l’occasione e l’opportunità, ad Antonella Pagliaroli per tutte le parole spese, che mi rendono ancor più felice e onorata e a FoodArtProject per la sua community di artisti talentuosi e bravissimi da cui prendere sempre ispirazione.
RECIPE
dosi per circa 24 porzioni

Ma che piacere leggere queste parole Debora e che bello riguardare queste foto con lo schermo bello grande, per non perdermi nemmeno un dettaglio!
Antonella cara. Che bello saperti da queste parti…sono io, come sai, che ringrazio te. Mi sono divertita moltissimo e come leggi è stato tutto molto terapeutico.
Ti abbraccio