La vita è una combinazione di pasta e magia.
Federico Fellini
Devo molto alle pagine di questo blog. Può sembrare ridicolo e forse un po’ infantile, ma questo angolo di me nel web mi ha aiutata a crescere e a migliorare molto più di quanto tanto altro sia mai riuscito a fare, in special modo in ambito culinario. Ad ogni singola ricetta che è passata tra queste pagine è corrisposto un piccolo/grande progresso in cucina, conquistato a volte col sorriso (poche in verità) altre con fatica (spesso direi). Ma nell’ideale bilanciere tra le soddisfazioni e le frustrazioni l’ago si è sempre indirizzato verso le prime, ripagando tutti gli sforzi che erano stati profusi. Così nel tempo ho preso ad avere con queste pagine un rapporto di amorevole consuetudine e mutuo scambio: una ricetta che si impara a realizzare, sperimentare, perfezionare in cambio di uno spazio intimo e accogliente, come l’angolo di casa preferito, dove potersi ritrovare e mettere comodi con sincerità e schiettezza.
Difficile parlare di Madeleine, senza citare Proust e la sua ricerca, mentre invece vorrei parlarvene in altro modo o forse soltanto portarvi a seguire in silenzio il rincorrersi sui tasti di
E dove sono le acciughe?
Mi piace immensamente l’inverno! Mi piace il freddo pungente, le foglie croccanti di brina lungo le siepi dei marciapiedi. Mi piace la luce grigia e gelida della pioggia, fitta, sottile e quella rosa e immacolata della neve, quando arriva. Mi piace il gelo lungo i rami degli alberi, quei piccoli cristalli di ghiaccio attorno alle gemme ancora puntute. Mi piace il respiro che si fa condensa appena sopra la sciarpa di lana e il vuoto dei parchi quando ancora fa troppo freddo, fa troppo buio. Mi piacciono le panchine vuote, silenti, i lampioni accesi, i portoni chiusi. Mi piace la casa, quando fuori è inverno.