TORTE DA CREDENZA, CROSTATE E DOLCI AL CUCCHIAIO

ROSSO DI FOGLIE, ROSSO D’AUTUNNO, ROSSO DELLE MELE DELLA TORTA DI ZIA ELVIRA

[…] Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”

Eugenio Montale (Ossi di Seppia)

Le cose della vita ci arrivano piano piano. Salgono su nel silenzio della sera, tra la guancia sul cuscino e gli occhi già chiusi oppure arrivano allo stomaco mentre ti stringi nel cappotto scuro e con la pelle del viso assapori il primo freddo mattutino.  Arrivano.  A volte piano piano.

Le cose della vita ci arrivano addosso col fragore di un temporale improvviso. Investono,  bagnano dalla testa ai piedi, fin nelle ossa; stordiscono come il boato di un tuono, abbagliano di lampi e fulmini e calpestano come foglia bagnata. Arrivano, altre volte invece, con grande rumore.

Ma in fondo, le cose della vita arrivano e basta.

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CROMÌE | BROWN (DARK CHOCOLATE CAKE WITH HAZELNUTS AND RHUM)

Voi mi perdonerete l’anglicismo

ma quello di cui oggi raccontiamo è l’unico colore ch, nomen omen, distoglierebbe tutti dalla lettura di questo post. Raccontiamo infatti del Marrone, o come si direbbe nel dialetto della mia città, der marone. Colore che, per quanto mi concerne, fin dal mio primo confronto con lo specchio, ho preferito classificare con altro termine, chè se già era difficile accettare di non essere nata bionda con gli occhi azzurri o, ancora meglio, rossa con gli occhi verdi, figuriamoci poi doversi accettare con capelli ed occhi maroni. Meglio definirli castani e già le cose sembrano più buone …

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SUMMER SMOOTHIE CHEESECAKE E LE PICCOLE COSE CHE RENDONO FELICI

Un albero da frutto, un cappello di paglia e la vecchia bici che arruginisce insieme alla luce del tramonto. Ecco: tutte queste piccole cose possono bastare a ogni mio bisogno e tutte insieme fare la felicità…

Si dice che se sono state tracciate bene, i figli seguano le orme dei padri. Ecco io quest’anno l’ho fatto, ho seguito l’esempio dei miei genitori che per tanti anni, fino alla mia adolescenza, a scuole finite, riempivano l’auto di bagagli e bagattelle e traslocavano per tre mesi nella casa in campagna, che poi era al mare, per lasciare che noi bimbi ci godessimo una sana e ricca estate e loro si potessero riprendere dalle fatiche lavorative di un anno intero e ben quattro figli da gestire. Così ho fatto quest’anno. Non per tre mesi, chè certi tenori solo la vita semplice e parsimoniosa di una passata generazione potevano permettersi, ma per un’ intera mensilità: ho lasciato alle spalle il chiasso e la snervante quotidianità della città per trasferirci in una casa in campagna, che era poi a due passi dal mare.

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BANANA BREAD CON CIOCCOLATO E AVENA E LA MERENDA CON SIGGI

Quando Giovanna mi ha chiesto di aderire a questa iniziativa, un bel sorriso mi si è stampato sul viso: finalmente avrei avuto l’occasione di coinvolgere qualcuno di veramente speciale in questo blog.

Così mi sono organizzata per benino: ho preparato la merenda, allestito tavolo, fogli di carta bianca e colori e ho accolto la nostra Guest Star all’uscita da scuola con un clomoroso “Ho una sorpresa per te!!”

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IRENE BERNI’S RICE PUDDINGS

Pile di libri impolverati…

Che sognassi una casa con una libreria infinita non è mai stato un segreto. Tanti libri e vecchi dischi con cui accompagnare le letture. Pile di fogli minuti, pagine polverose, scritti antichi e moderni. Romanzi, racconti, poesie. Da sempre è stato così. Fin da quando entrai per la prima volta in una biblioteca e scelsi di leggere Anna Karenina. All’epoca conoscevo nulla della letteratura, avrò avuto sì e no 12 anni e attorno a me c’era certamente un’infinità di altri libri più adatti alla mia statura, ma quel nome straniero e tutte quelle pagine fitte e dense hanno avuto un fascino ed un potere incredibile. E’ stato il primo romanzo ch’io abbia scelto di leggere.

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