TORTE DA CREDENZA, CROSTATE E DOLCI AL CUCCHIAIO

IRENE BERNI’S RICE PUDDINGS

Pile di libri impolverati…

Che sognassi una casa con una libreria infinita non è mai stato un segreto. Tanti libri e vecchi dischi con cui accompagnare le letture. Pile di fogli minuti, pagine polverose, scritti antichi e moderni. Romanzi, racconti, poesie. Da sempre è stato così. Fin da quando entrai per la prima volta in una biblioteca e scelsi di leggere Anna Karenina. All’epoca conoscevo nulla della letteratura, avrò avuto sì e no 12 anni e attorno a me c’era certamente un’infinità di altri libri più adatti alla mia statura, ma quel nome straniero e tutte quelle pagine fitte e dense hanno avuto un fascino ed un potere incredibile. E’ stato il primo romanzo ch’io abbia scelto di leggere.

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CROSTATA CON PANNA COTTA AL MANGO E FROLLA ALL’ARANCIA

Eccoci qui arrivati già a Pasqua, come sempre in un fiat…
Avevo deciso che quest’anno, in questa occasione, vi avrei stupita con effetti speciali. La tempesta di colori e profumi che come ogni primavera sta riempiendo l’aria e le strade, mi aveva convinta a preparare una super torta: tipo venti strati di cioccolatosa golosità, ricoperti da pennellate a mai finire di crema e una decorazione rigogliosa di fiori, frutta, erbe, degna del miglior giardino botanico. Una maestosa naked cake di Pasqua….

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DESSERT AL CIOCCOLATO, RHUM E CREMA DI CAFFÈ

Orandum est ut sit mens sana in corpore sano.

Giovenale, Satire,  X , 356.

Ed io che nelle ragioni e nei ragionamenti degli antichi latini credo molto, ho deciso che avrei seguito le esortazioni del poeta romano per affrontare col giusto piglio il superamento di un altro lunario di questi miei primi quarant’anni. Così è stato che, per nutrire di sano benessere la mente e il corpo, sia finita a trascorrere l’intera giornata ammollo tra le acque di un’antica caciara romana, presto trasformata in un centro termale di lustro nei pressi dell’Oasi di Porto.

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ROSE DI MELA

Che cos’è l’Amor…

Nei paraggi di questa cucina, vivono due pesci: uno rosso sbiadito, direi quasi bianco, ed uno nero. Li hanno voluti e scelti due bimbi: il Poeta ed il Vichingo. Quello rosso sbiadito, all’inzio si chiamava Tremolino, poi visto che bisognava dare un po’ di incoraggiamento a lui e al bimbo che lo aveva scelto così (manco a dirlo, il Poeta) il suo nome è mutato in Winter, per via di quella strana tendenza da pesce rosso a scolorire in bianco. L’altro invece, manco a dirlo, si è sempre chiamato Bomb.

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