CHITARRE AL PESTO DI BIETA ED ERBA CIPOLLINA

Prendere la decisione di avere un figlio è importante. E’ decidere di avere per sempre il tuo cuore in giro al di fuori del corpo. ELIZABETH STONE

Ci ho riflettuto a lungo.

Ho pensato che quando sarò madre, vorrò avere due figli: non uno, ma ben due figli maschi. Ho fantasticato tanto su di loro e quando li avrò, vorrei proprio che fossero esattamente come me li sono immaginata, come desidero che siano.

Vorrei avere un figlio Poeta. Un bimbo che sia fatto di burro e zucchero, fatto di dolcezza appunto. Un bimbo che si muova nella vita in punta di piedi, che cammini tra gli altri ignorando parole quali invidia e arroganza. Un bimbo che dimostri sempre una sensibilità senza eguali, che sappia volare lontano con la sua fantasia. Un bimbo che si sappia perdere tra i pensieri che gli sfuggono di mano, per poi rientrare portandocene indietro un piccolo frammento, tutto suo. Un bimbo che abbia due occhi pieni di luce ed uno strano modo di sorridere, che mescola in una fossetta al lato del viso timidezza e sfrontatezza. Un bambino che mi ricordi me stessa, le mie fragilità e me le faccia vedere come punti di forza. Un bambino che sappia leggere la bellezza del mondo e voglia farlo sempre, come un Poeta …

Vorrei avere un figlio Vichingo, poi. Una nuvola di ricci biondi che come Sansone gli diano forza e tenacia sconfinate. Un guerriero senza macchia e senza paura, pronto a battersi e a dettare l’ultima parola, sempre. Un animo ribelle, uno di quelli che mi farà venire i capelli bianchi prima del tempo, per il quale passerò notti insonni e giorni in costante trepidazione. Un bimbo che si mostri sicuro e invincibile, il mio piccolo eroe, con un’armatura che custodisca e protegga bene la parte molle e dolcissima del suo cuore, quella che gli permette di regalare abbracci e baci che tolgono il respiro. Un bimbo che adori la cioccolata e che dia soddisfazione alla mia tavola. Un’animo rock che si diverta a rubarmi le bacchette. Un bimbo che sia tutto quello ch’io stessa avrei voluto essere, che persegua i suoi ideali e conquisti da Vichingo tutte le sue mete …

Ecco, così vorrei che fossero i miei due figli. Anche se poi, quando ci saranno, sarà così difficile diventar grandi, prima che lo diventino loro e restare sempre un passo indietro lungo la strada che sceglieranno di percorrere. Ma ci ho riflettuto a lungo e vorrei proprio che fossero così, come sono, a modo loro … un Poeta ed un Vichingo.

Se avrò dei figli, vorrei che avessero sempre una sana e corretta alimentazione e farò il possibile per insegnare loro a mangiare, anche quelle strane cose verdi che pure affollano la mia cucina. Magari proprio così, preparando loro, un bel piatto di pasta condito con un insolito pesto: di bieta tenera e tanta, aromatica erba cipollina.

Recipe

(dosi per due persone)

 

Per il pesto (un vasetto da 250 g. circa)

20/30 foglie tenere e non troppo grandi di bieta

1 mazzetto di erba cipollina fresca

20 g. di basilico

40 g. di mandorle pelate

50 g. di Pecorino Romano (o Parmigiano Reggiano per un gusto più delicato)

150 ml di Olio Extra Vergine di Oliva

1 spicchio d’aglio

sale q.b.

 

Per la pasta

160 g. di Chitarre trafilate al bronzo

una manciata di mandorle tagliate a scaglie

Lavate bene la bietola e mondatela. Prelevate le foglie più piccole e tenere e mettere a cuocere per pochi minuti in abbontante acqua salata, fino a quando non saranno completamente ammorbidite. In un recipiente inserite gli altri ingredienti: l’erba cipollina lavata e tagliata in piccoli pezzetti, le foglie di basilico fresco, le mandorle e il pecorino romano. Aggiungete una parte dell’olio e con il mixer iniziate a passare. Aggiungete poco alla volta poi il restante olio, fino a quando non avrete ottenuto una bella crema. Aggiustate di sale. Mettete sul fuoco l’acqua per la pasta e quando raggiunge il bollore, salatela e calateci le Chitarre facendole cuocere quanto basta per averle al dente. Intanto prelevate con un mestolo un po’ di acqua di cottura ed unitela al pesto per renderlo più morbido e vellutato. Scolate la pasta e conditela. Se vi piace un condimento più cremoso e liquido potete aggiungere anche una noce di burro. Impiattate, decorate con le scaglie di mandorle e un pizzico di erba cipollina e servite caldo. Il pesto si conserva bene in frigo in un barattolo di vetro a chiusura ermetica, avendo cura di coprire sempre la superficie della crema con un giro d’olio d’oliva.

 

23 Comments

  1. […] fugace scatto prima che scappasse via col malloppo di colori, giochi e merende… Ma il mio Vichingo, si sa, è fatto così ed io non posso far altro che sorriderne […]

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  2. […] vivono due pesci: uno rosso sbiadito, direi quasi bianco, ed uno nero. Li hanno voluti e scelti due bimbi: il Poeta ed il Vichingo. Quello rosso sbiadito, all’inzio si chiamava Tremolino, poi visto […]

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  3. Melania 17 gennaio 2017

    Mi devo prendere il giusto tempo per arrivare qui da te. Per far sì che le parole trovino il loro posto, si adagiano piano e arrivino fin lì, tra stomaco e cuore.
    C’è tutta la dolcezza che ti rappresenta mia cara amica. c’e la speranza che sembra annodarsi ai fili della vita. Ce consapevolezza di quel che si ha e l’amore immenso che resti e perduri nel tempo,
    Saranno felici di leggere queste tue parole. Ne sono certa. Io ti stringo forte 🙂

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    • debora 19 gennaio 2017

      Tu bella mia, arriva pure con calma, chè sai, per te, le porte di questa cucina saranno sempre spalancate. E come potrebbe essere altrimenti con chi, così bene sa leggere tra righe e ricette?! Con chi custodisce dentro altrettanta dolcezza?!
      Ti abbraccio forte forte amica mia.

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  4. Ely 13 gennaio 2017

    Un poeta e un vichingo.. che bella sei Debbi. Sì, te lo auguro dal cuore: possano davvero essere così i tuoi futuri bimbi.. anche se non ho dubbi: forse perchè in essi c’è sempre un po’ di cuore della sua mamma, e il tuo sa essere guerriero e poeta.. senza dubbio. Questa pasta è stupenda come lo sono le tue fotografie.. lasciano senza parole, amica mia! (perdonami ma la tastiera stasera ha deciso che non mi fa le maiuscole……..) Un abbraccio stretto pieno di bene, tesoro!

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    • DEbora 13 gennaio 2017

      Ely…che fai mi lasci senza parole anche qui!?
      Ricambio l’abbraccio pieno di bene e stima.

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  5. m4ry 12 gennaio 2017

    E che siano come tu li vuoi…concentrati e ricorda ogni dettaglio di quel che ti piace e vedrai che riuscirai a trasmetterglielo 🙂
    Questi scatti sono bellissimi…ma bellissimi davvero 🙂 E la ricetta è favolosa! Un abbraccio Debora e buona serata :*

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    • DEbora 13 gennaio 2017

      E si vede mary che mi sono impegnata bene…ti devo presentare presto un paio di ometti 😉
      Intanto ti rigrazio per le tue parole. Sei sempre carinissima.

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  6. Laura 12 gennaio 2017

    Ma guarda ti dico che più le guardo ‘ste foto e più mi ammaliano!!!Ma poi, di grazia, io vedo solo ‘rotolini’ di pasta, capisci a me 😉

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    • DEbora 13 gennaio 2017

      Ti devo ritarare lo schermo del mac (oltre che comprarti un mouse nuovo ;-))…vedi che insieme la ciccia e le mani da vecchia si vedono eccome!! Ma poi tanto noi ci ridiamo su con tanta sanissima spensieratezza…grazie bella mia

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  7. El bocado de la huerta 12 gennaio 2017

    Se ve fabuloso este plato de pasta.
    Un saludito

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    • DEbora 13 gennaio 2017

      muchas gracias. E ‘se puede perder!
      Feliz de conocerte

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  8. quando la realtà indossa il velo dell’immaginazione, Poesia e avventura si mescolano e pulsano nel battito di un unico cuore…

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    • DEbora 13 gennaio 2017

      Ecco tu non avresti potuto descriverci megliodi così !!! <3
      Grazie mia Ameliè, grazie mia bellissima cantastorie…

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  9. Paola 12 gennaio 2017

    Queste foto sono una poesia!

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    • DEbora 13 gennaio 2017

      Paola … che onore!! Sono veramente lusingata.

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  10. Rebecka 12 gennaio 2017

    Avrai due figli e saranno più belli di quello che riesci ad immaginare. Ragnar e jeff buckley…stupende foto, come sempre ed invitante ricetta! 😛

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    • DEbora 13 gennaio 2017

      Ragnar e Jeff Buckley … non sei andata molto lontana, bella mia.
      Esattamente come sono, come li avrei voluti e come si fanno amare.;-))

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  11. lisa fregosi 12 gennaio 2017

    Splendida ricetta e adoro leggerti, risvegli sogni interiori… io ho un vichingo biondo ( non ricciolo) e sogno una principessa pallida e dai capelli corvini… resterà un sogno ormai ma mi godo comunque il mio bel vichingo!

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    • DEbora 13 gennaio 2017

      Oh Lisa carissima…ch bel complimento mi fai!! Sapessi quanto mi rende felice sapere che ti piace leggermi…E comunque i Vichinghi sono proprio dei babini da sogno 😉
      Ti abbraccio forte forte

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  12. Francesco 12 gennaio 2017

    Com’è strana la vita, carissima Debora!!!
    Io ho avuto due figli maschi che più o meno rassomigliano a quelli che tu desideri, mentre io ho sempre desiderato una figlia che somigliasse a me. Capelli neri lunghi, occhi castani, dolce come il miele, molto romantica e generosa, con nobili sentimenti di amore e disponibilità, ma è rimasto solo un sogno.
    Ti auguro di realizzare il tuo desiderio e di provare quella dolcezza che, oggi, hai saputo creare con la tua preparazione, adorabile come le biete dolci e saporose, come le cipolline fortemente aromatiche e la croccantezza delle mandorle.

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    • DEbora 13 gennaio 2017

      Sai Francesco, anche se forse si è capito poco, i miei due pargoli sono arrivati proprio così come li ho descritti…ed è qui tutta la magia…e se un giorno leggeranno queste mie parole, vorrei che fosse chiaro loro che non li voglio assolutamente diversi da quelli che sono!
      Poi hai ragione il pesto fatto così è una vera dolcezza…ti abbraccio

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      • Francesco 14 gennaio 2017

        L’ho capito, fin dalla prima volta che ho letto un tuo testo, che ti piace giocare con le parole e creare quell’incanto che sembra una favola. Questa volta ci sei riuscita in pieno e sono felice che il tuo desiderio si sia già realizzato. sei brava per davvero!!

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