SWEET

BRIOCHE ALLO YOGURT

“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore” […]
Italo Calvino
Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio.
1988
Parole belle, che sembrano troppo lievi, ma arrivano fino a giù nel profondo dell’anima, come attirate da una forza di gravità più prepotente del peso. Parole che rispecchiano uno stato d’animo e l’arrivo della stagione calda, quando al lento abbandono degli abiti pesanti si accompagna il desiderio di librarsi, la voglia di diventare eterei e volare via.
Pensare con leggerezza per riuscire ad esserlo.

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PANNA COTTA AI FRUTTI DI BOSCO CON COULIS DI MORE

Non se ne può proprio più! Capisco che questo non è il luogo per certe riflessioni, ma credetemi, sono giunta al limite della sopportazione. E se non siete preparati a certi discorsi, vi sconsiglio caldamente di proseguire con la lettura. Non voglio discussioni sterili su questo blog e neanche false ipocrisie…

Ci sono razze più o meno fastidiose che insidiano il nostro popolo, ma quella di cui vi parlerò oggi è la peggiore. Sono qui per dirvi che andrebbe completamente sterminata. Gas-ata. Uccisi tutti: maschi e femmine, giovani e adulti. Schiacciati come insetti. La loro esistenza su questa terra non ha alcuna logica motivazione. Dobbiamo liberarcene.

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FROLLINI CON MIELE E ARANCIA

Chi di voi non ha mai detto almeno una volta, taglia la torta tu chè sei architetto, scagli la prima pietra.

Cominciamo col chiarire subito che noi architetti non siamo poi così precisi e meticolosi come spesso ci immaginate. A differenza degli ingegneri, maniaci del rigore e delle certezze assolute o dei geometri, professori del faccio il minimo indispensabile e volemose bene, noi architetti viviamo nel limbo indefinito e impreciso che si potrebbe definire la Creatività Consapevole. In tale limbo non esistono regole o leggi, se non quelle dettate dal nostro estro e dal nostro umore.

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TORTA ALLE CAROTE E CIOCCOLATO FONDENTE, CON SEMI DI PAPAVERO

Tum, tum pà … tum tum, tum pà pa pa pa … Tum, tum pà…

Alla tenera età di 5 …. ehm 35 anni ho deciso che mi sarei messa a suonare la batteria. A dirla tutta l’idea malsana mi frullava in testa fin da piccola, ma non ho mai avuto il coraggio di dirlo a mio padre: grand’uomo d’altri tempi, siciliano, per il quale il mondo doveva girare in un senso solo e sicuramente non con le donne sedute dietro ad un rullante. Poi per pigrizia e indolenza ho lasciato che il tempo passasse. Tanto tempo. Fino a che, quando ormai era diventato decisamente ridicolo che una donna della mia età si piazzasse dietro a un rullante, ho iniziato a prendere lezioni.

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