BISCOTTI GINGERBREAD: ZENZERO E CANNELLA

Oggi é primo Dicembre e si respira aria di Natale.
E mentre tutte le migliori foodblogger si cimentano in panettoni e pandori home made, il mio primo modestissimo contributo all’atmosfera natalizia sono questi biscotti tipici della tradizione nordeuropea, realizzati con zenzero e cannella, anche detti biscotti al pan di zenzero (gingerbread).

Le mie posizioni rispetto a questo particolare periodo dell’anno sono, manco a dirlo, piuttosto discordanti e contradditorie. Volerle racchiudere in un discorso di senso compiuto sarebbe troppo complicato, per cui mi limiterò ad elencarvi questi.
10 motivi per cui il Natale non mi garba affatto:
1. I regali, soprattutto quelli imposti.
2. I Babbo Natale appesi ai balconi.
3. Il finto buonismo che si respira nell’aria.
4. La domanda da tre milioni di dollari: Cosa fai a Capodanno?.
5. L’organizzazione da tre milioni di dollari: come divedersi tra le rispettive famiglie d’origine il 24, 25 e 26 Dicembre.
6. Il fatto che ti siedi a tavola il 24 Dicembre alle ore 20:00 e ti rialzi, se sopravvivi, il 6 Gennaio alle 16:00.
7. Le 17 buonissime portate del pranzo di mia suocera (che metterebbero l’ansia da prestazione anche a Vissani!)
8. I prezzi alle stelle ed i saldi a tradimento non appena hai smesso di fare regali.
9. Il pesce a forma di pesce della vigilia di Natale.
10. La stretta allo stomaco quando realizzi che non hai accanto a te le persone con cui vorresti veramente passare il Natale

10 motivi per cui il Natale mi garba assai:
1. I regali, soprattutto quelli per le persone a cui tengo, architettati e acquistati sempre con largo anticipo e col sorriso sulle labbra.
2. L’albero di Natale da decorare e gli addobbi che puntualmente tolgo dopo circa 6 mesi.
3. Mascherarsi da Babbo Natale, per far credere al Poeta e al Vichingo che esiste veramente.
4. La libertà di non fare un bel nulla il giorno di Capodanno.
5. Le giocate a poker fino a notte inoltrata.
6. L’ Auditorium, le ore trascrose a pattinare sulla pista di ghiaccio e Jingle bells di sottofondo.
7. Piazza Navona, lo zucchero filato e i Mercatini di Natale.
8. La neve, quando c’è.
9. I fichi secchi riempiti di frutta secca, il torrone, i panettoni con l’uvetta, i pandori, il pan di zenzero …
10. La stretta allo stomaco di quando realizzi che non hai accanto a te le persone con cui vorresti passare il Natale, ma ti costringi a ricordardi di loro …
RECIPE
(dosi per circa 50/60 biscotti)
150 g di burro di alta qualità
360 g di farina 00
150 g di zucchero di canna chiaro
1 uovo
2 cucchiai colmi di miele (o melassa se la trovate)
2 chiodi di garofano
2 cucchiaini di cannella in polvere
2 cucchiaini di zenzero in polvere
un pizzico di sale
In una ciotola versate lo zucchero di canna con i due chiodi di garofano. Azionate il mixer e riducete il tutto in una polvere sottile e profumata. Aggiungete poi il burro freddissimo, tagliato a cubetti e azionate nuovamente il mixer fino ad ottenere una crema. Aggiungete poi l’uovo intero, la cannella, lo zenzero, il pizzico di sale, il miele e continuate a impastare. Per ultima versate la farina setacciata, poco alla volta e azionate per qualche secondo ancora il mixer. Procedete poi ad amalgamare il tutto con le mani, fino a formare un bel panetto compatto e liscio. Rivestitelo con della pellicola per alimenti e riponete in frigo per almeno due ore.
Passato il tempo, preparate dei fogli di carta da forno e riscaldate il forno in modalità statica a 160°. Per ciascun foglio di carta forno stendeteci sopra, poco alla volta, delle parti di impasto e ricoprite con un foglio di pellicola. Con il mattarello stendete l’impasto fino ad avere lo spessore di almeno 2 mm. Tagliate della forma che più vi aggrada per ricreare i biscotti (io ho fatto delle stelline, ma la forma tipica è quella dell’omino) e rimuovete la pasta in eccesso. Così facendo non avrete bisogno di muovere i biscotti e far perdere loro la forma. Trasferite in frezeer per 10 minuti e poi infornate, cuocendo i biscotti fino a doratura per 10/15 minuti.
Lasciate raffreddare completamente su gratella, prima di servire.

1 Comment

  1. […] verbo cavarsela, tempo imperfetto, prima persona singolare) con un preciso e puntuale elenco dei motivi per cui il Natale mi garba e di quelli per cui non mi garba affatto. Elenco quest’ultimo che finiva pari e patta, con un pizzico impercettibile e invisibile di […]

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