In the middle of every difficulty lies opportunity
cit. dal web
Mia nonna avrebbe detto.
Mia nonna avrebbe detto: se si chiude una porta, sta per aprirsi un portone. Ma in quest’anno nefasto di porte se ne sono chiuse tante. Forse troppe. E al di là dell’unico portone di una casa che spero presto, potrà aprirsi ai nostri passi, qui di opportunità se ne vedono poche. Troppe poche. Ciò ch’è lampante invece, è la direzione strampalata e sconcertante che sta prendendo l’andamento generale dei rapporti umani e dello stile di vita. Direzione dettata certamente da un’esigenza concreta e contingente che non vuole liberarci e che bisogna necessariamente contrastare, ma che mi provoca uno stato continuo di incertezza e timore per il futuro.

Di natura sono una persona schiva e riservata, forse questo lo avrete capito. Per questo nel corso di questi anni di blog mi è sempre stato difficile raccontare esplicitamente della mia famiglia e delle persone a me più intimamente legate. Forse nel farlo ho sempre inteso proteggerle o forse proteggevo me stessa: esporsi, che sia mettersi in gioco o semplicemente raccontarsi, è un’azione che per rispetto o timidezza relego soltanto a me stessa, con l’intima consapevolezza di non volermi prendere la briga di parlare per gli altri.
Ogni tanto, per ovviare alla scivolosa sensazione del tempo che passa chiudo gli occhi e faccio come se. Immagino di avere qualche opportunità in più di quelle che finora mi sono state concesse e tra il buio delle palpebre e qualche attimo in solitaria, mi ritrovo a infilarmi un bel paio di scarpe nuove. Camminare nei panni di un’altra me è uno spunto divertente per indagare a fondo sulla direzione da prendere in certe giornate e l’idea, anche solo pensata, di quelle storie così diverse da quelle vissute, rende certi istanti più lievi, anche solo nell’immaginazione.