“Voglio solo che tu rifletta, come uno specchio, tutte le ore che per te sono state quest’ora. Non per un esercizio mnemonico, o letterario. Ma per trovare, nella tua vita, più felicità di quanto ritieni di averne.”
Stefano Benni, L’ora più bella.

E’ quasi tramonto. Mi avvicino a piedi scalzi, in barba alle numerose sterpaglie, con indosso solo la macchina fotografica che ciondola al collo ed un pareo annodato male. Mi intrufolo furtiva lungo una stradina che costeggia il mare. Il mio sguardo l’aveva scovata per caso al mattino, nel breve tragitto che conduce dalla Statale alla sabbia e poi, di lì, al mare. Ci sono poche case attorno, tutte basse e strette l’una all’altra, quasi a contendersi quel piccolo pezzo di terra che il mare ancora non ha ancora raggiunto e di fronte quell’ immenso, meraviglioso tesoro che mi affretto a raggiungere.
La nostra vita è costellata di decisioni, scelte, bivi da affrontare. A volte è facile, chiaro, lineare: non ci sono nuvole e non ci sono dubbi. Tutto è semplice come un foglio di carta bianco da riempire. Altre, per la maggiorparte, è la nebbia. Lo sguardo non riesce a percepire nulla, se non forme indistinte di pensieri, aspirazioni, desideri che si intrecciano tra loro stessi. Ogni possibile strada da percorrere sembra complicata, irta, chiusa: la mente non va leggera, il cuore è pesante. Le scarpe che indossi sembrano zavorre pesantissime per tenere ancorate al terreno le tue aspirazioni, in una battaglia impari con la forza di gravità. 
Anche questo Maggio è volato via. È passato in sordina, uggioso e malinconico come il migliore dei Novembre. La luce tarda della sera ha stonato per tutti questi giorni con l’aria fredda e bagnata di pioggia. Lunghe giornate di luce cariche però di nuvole e freddo mentre il profumo di campi e fieno veniva nascosto da quello dei prati inumiditi. Tutte le promesse d’un tepore estivo sono andate disilluse. Non penso d’esser mai stata metereopatica ma certi squilibri mi hanno sfiancato. Proprio io che ho sempre detestato la Primavera, sono finita a rimpiangerne gli odori e i colori mentre con prepotenza la voglia di uscire, svestirsi, bagnare i piedi a mare e non poterlo fare, mi ha snervato le giornate.
Di natura sono una persona schiva e riservata, forse questo lo avrete capito. Per questo nel corso di questi anni di blog mi è sempre stato difficile raccontare esplicitamente della mia famiglia e delle persone a me più intimamente legate. Forse nel farlo ho sempre inteso proteggerle o forse proteggevo me stessa: esporsi, che sia mettersi in gioco o semplicemente raccontarsi, è un’azione che per rispetto o timidezza relego soltanto a me stessa, con l’intima consapevolezza di non volermi prendere la briga di parlare per gli altri.