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NECCI ALLA RICOTTA

Onestà e gentilezza sopravanza ogni bellezza.

Detto toscano

Il racconto di un racconto…

Devo questo post ad un’amica. A colei cioè che più del raccontare mi ha fatto scoprire il piacere di ascoltare. Soprattutto quando nei suoi racconti girano storie di cucina. E tradizioni e ricette ad essa legate. Sopratutto quando in essi si narra di usi e costumi culinari e ad ascoltare si è nello stesso luogo in cui usi e costumi sono avvezzi. Ed è per questo che mi piace ascoltarla. Come quando da bimbi prima di andare a dormire ci si faceva leggere una bella favola, ch’era molto meglio del leggersi quel libricino dassoli. Perché raccontare fa bene sì alle tradizioni ma ascoltare fa bene all’anima. Quello che troverete di seguito quindi è, per dirla in breve, il racconto di un racconto. Ma partiamo dall’inizio.

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TORTA TENERINA CON RICOTTA FRESCA E AMARETTI

Finalmente lungo i nostri viali, è arrivato il giallo.

Mentre noi ci affanniamo ad anticipare ed affrettare tempi e ricorrenze in tutto e per tutto, la natura ultimamente sembra incedere con passo lento e grave, arrivando tardi ad ogni suo appuntamento. All’estate lunga e afosa è seguito un autunno strano, pieno di foglie rigogliose e verdi che sembravano non voler abbandonare i propri rami. La pioggia e il freddo sono giunti molto tardi, dopo un Ottobre ed un inizio di Novembre ancora molto tiepidi e decisamente strani. Poi finalmente, da qualche giorno, sui nostri viali è ricomparso il giallo.

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TORTELLINI IN BRODO CON RIPIENO DI SPINACI, SPECK E RICOTTA SALATA

I miei racconti tutti (contenuti) in un cucchiaio

Ero ancora seduta a tavola. Il pranzo era finito da poco ed io rigiravo tra le dita un vecchio cucchiaio d’ottone. Lo fissavo apparentemente senza interesse, scrutando l’interno vuoto della sua cavità un po’ cicciotta, e un po’ appuntita, come se avesse potuto, da un momento all’altro, regalarmi la ricetta della vita eterna. I vapori e i profumi del pasto appena concluso invadevano ancora la cucina, mentre dai vetri appannati filtrava la luce del primo pomeriggio. In quella cavità d’ottone, qualche attimo prima c’era stato del buon brodo bollente e una manciata di tortellini fatti in casa, freschi di farina e spianatoia.

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