TORTELLINI IN BRODO CON RIPIENO DI SPINACI, SPECK E RICOTTA SALATA

I miei racconti tutti (contenuti) in un cucchiaio

Ero ancora seduta a tavola. Il pranzo era finito da poco ed io rigiravo tra le dita un vecchio cucchiaio d’ottone. Lo fissavo apparentemente senza interesse, scrutando l’interno vuoto della sua cavità un po’ cicciotta, e un po’ appuntita, come se avesse potuto, da un momento all’altro, regalarmi la ricetta della vita eterna. I vapori e i profumi del pasto appena concluso invadevano ancora la cucina, mentre dai vetri appannati filtrava la luce del primo pomeriggio. In quella cavità d’ottone, qualche attimo prima c’era stato del buon brodo bollente e una manciata di tortellini fatti in casa, freschi di farina e spianatoia.

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CROMÌE | VERDE (SMOOTHIE KIWI, SPINACINI E SUCCO DI MELA VERDE)

Così nasce CROMÌE. Un racconto un po’ particolare che inizia da qui, da questo blog, per condurci lontano, spero, fin su ali di carta. CROMÌE è la storia di ciascun colore, descritta e narrata per voi attraverso il mio sguardo e le mie parole. È un invito; un viaggio speciale da intraprendere insieme, per scoprire e apprezzare le innumerevoli sfumature che la natura, anche intesa come cibo, ci regala. Alcune saranno luminose e abbaglianti come raggi di sole, altre morbide e avvolgenti come sciarpe di seta, ci saranno toni freddi come distese ghiacciate o caldi come cioccolata fumante ma ognuno di voi, a sua volta, col proprio sguardo, riuscirà ad apprezzarne diverse intensità e vibrazioni.

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INSALATA DI SPINACINI, ANACARDI, MANGO E PANE CROCCANTE

Fa caldo. Finalmente.

Un po’ però lo sto patendo. Ma forse è solo perchè non ci sono più abituata.
Provengo da una terra arida e assolata, in cui l’aria bollente della Mezza rende sempre tremulo l’orizzonte e a meno che non si stia con i piedi ammollo da qualche parte, in quelle ore è meglio starsene rinchiusi dentro casa, tra la frescura di vecchie mura portanti, meglio se intonacate di bianco. Per alcuni anni, da piccola, sono vissuta in un paesino sperduto dell’entroterra siciliano, conosciuto al mondo solo per aver dato i natali a Giovanni Verga, e successivamente a mio padre. Là, la mia famiglia aveva un piccolo palazzetto cielo-terra, situato nella parte alta del paesino che diventava tappa fissa nei tre mesi estivi.

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