BISCOTTI

MADELEINE ALLE MANDORLE E FIORI D’ARANCIO

[…] Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madeleine. […]

MARCEL PROUST,  À la recherche du temps perdu, vol. I, Du côté de chez Swann.

Difficile parlare di Madeleine, senza citare Proust e la sua ricerca, mentre invece vorrei parlarvene in altro modo o forse soltanto portarvi a seguire in silenzio il rincorrersi sui tasti di Keith Jarret al suo Koln Concert. Eppure queste piccole Madeleine sono la chiave di tutto: il passaggio al ricordo, alla memoria, quel determinato sapore che riporta indietro nel tempo.  La chiave stessa del viaggio. Ecco perché di viaggio vorrei parlare. Ché non sia solo la partenza da un punto e l’arrivo in un altro, ma il tragitto stesso: quella linea retta, curva, spezzata, a volte immaginaria che finisce col saldare le due estremità, per poter unire le Madeleine di Swann e la Zia Leonia, me e il concerto di Keith Jarrett.

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STELLE DI NATALE

A Natale è tutta una questione di stelle …

…. e baci sotto il vischio.

Anche quest’anno siamo giunti al Natale.  Così la scorsa settimana, l’insegnante di antireligione, come la chiamiamo noi per ironizzare su certe attitudini di famiglia, ha domandato al Vichingo, perché in casa nostra si facesse il presepe nonostante la nota e tramandata antireligiosità di famiglia. Il mio piccolo guerriero, del tutto impreparato ad una domanda del genere, l’ha, naturalmente, rigirata a me, proprio quando con la sua stessa impreparazione mi accingevo a fronteggiare anche questo clima natalizio. Confesso che, per rispondere a quella domanda e a tutte quelle che ogni anno mi pongo sul mio Natale, mi ci è voluto un po’ … E credetemi che non è una questione di mode, né di cinismo, per lo meno non più di tanto. È semplicemente tutta una questione di stelle.

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SPECULOOS: LE BEGHINE E IL BOLERO DI RAVEL

“Scrivere è nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto”. (Se una notte d’inverno un viaggiatore, Italo Calvino)

Scrivere è difficile, ancora di più se si scrive di se stessi. Soprattutto poi, se si vorrebbe far filare quel discorso tutto raggomitolato che sia ha nella testa il cui filo conduttore inzia col béguinage e si chiude, annodato, col Bolero di Ravel. Ma procediamo per ordine.

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CIAMBELLINE AL VINO, CON FARINA DI FARRO E SUCCO D’UVA

Strana questa cosa di dare un nome ai fenomeni meteorologici….

Mentre Agosto sgocciola via e le temperature dovrebbero declinare verso più miti consigli, una nuova ondata di correnti calde sembra voler lambire la nostra bella penisola. Così mentre da queste parti già si fantasticava su atmosfere autunnali, meterologi ed esperti del settore accorrevano accaldati alla ricerca del giusto nome con cui designare l’ondata bollente di turno. Ed io me li sono immagnata, tutti lì, seduti alla tavola rotonda di Re Bernacca, col dizionario della mitologia aperto, a fare la spunta su chi ancora non fosse stato snaturato delle proprie gesta eroiche per finire ricordato sulla tavola dei venti. Così dopo Lucifero che certo non poteva presentarsi fresco e riposato, ma soprattutto fresco, e dopo Caronte che con funerea meticolosità ci ha traghettato verso il caldo estivo, ma soprattutto prima ancora che la bella Poppea, assai esperta nell’arte di spegnere vampe, arrivi da queste parti con le sue piogge, fa capolino il monòcolo Polifemo.

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BISCOTTI LEGGERI CON NOCCIOLE E FRUTTI ROSSI

Quando sarò grande…

È passato del tempo prima che, da adolescente, comprendessi che il mio destino era quello di fare l’architetto. Da piccola, non appena presa la matita in mano, le ho desiderate tutte e tutte erano accomunate da velleità creative ed artistiche. Poi un giorno, appurato che la stilista o la disegnatrice non sarebbero andate bene, sono giunta alla scelta che mi vede per quella che sono e che mi ha regalato più soddisfazioni in termini di inventiva e creatività. Ma fare l’architetto, ahimè, porta con sè anche un grande svantaggio.

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