SAVORY

LO GNOCCO FRITTO EMILIANO

Con qualche giorno di anticipo rispetto all’arrivo ufficiale della Primavera è arrivato invece l’Inverno. Si sono scambiati di posto, non lo sapevate?

Un giorno si sono incontrati in gran segreto e si son detti:
Sai che c’è? Visto che tutti gli anni Estate e Autunno si scambiano di posto e nessuno gli ha mai detto nulla, quest’anno lo facciamo anche noi!
E così è stato. Mentre a Natale l’Inverno se ne stava tranquillo e beato in un villaggio Valtour alle Maldive, noi si festeggiava con il golfino di cotone e le infradito ai piedi e ci venivano le caldane di fronte ai cappelletti in brodo. A Gennaio sulle Alpi e gli Appennini invece di sciare si andava al pascolo insieme alle mucche della Milka; adesso invece, che ci sono 4 metri di neve su tutto il Nord Italia, non si trova più nessun albergatore disposto ad ospitarti perchè si son tutti suicidati visto il crollo turistico della stagione mancata.

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PANBRIOCHE CON LE PATATE

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre.
(Platone)
La cosa peggiore di questo periodo storico in cui viviamo è la perdita costante e irreversibile di gentilezza tra gli esseri umani. Ed è una perdita grave.
Mentre il mondo se ne va, inseguendo ritmi forsennati e si rinchiude dentro scatole bellissime di cristallo che servono però solo ad aumentare l’incomunicabilità e l’intoccabilità tra i rapporti umani, almeno qui, nella mia cucina, permettetemi di stravolgere le regole e comporre discorsi sparsi sulla Gentilezza.

BAGELS CON CIAUSCOLO, STRACCHINO, RUCOLA E MELANZANE GRIGLIATE

I due odori più buoni e più santi sono quelli del pane caldo e della terra bagnata dalla pioggia.
(Ardengo Soffici)
Non provengo da una famiglia di grandi cucinieri. Tutt’altro. Nonostante le mie origini terroniche, di cui vado fierissima peraltro, nella mia famiglia d’origine si è sempre cucinato più per necessità e mai per passione. Non ho alle spalle mamme esperte ai fornelli, nè immagini poetiche di nonne con il grembiule bianco e le mani sporche di farina pronte a trasmettere segreti e tramandare ricette.

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PEPERONI CUNZATI

“Per me gli uomini si suddividono in tre grandi categorie: gli stronzi, i mesti e … i papà!”
(D.V.G.)
Sarà perchè mi avvicino al giro di boa … ma in questi giorni mi è presa una nostalgia pazzesca di uno degli uomini più importanti della mia vita. Uno dei ricordi più cari che ho di questa persona, sono le estati trascorse insieme nella casa al mare, che in realtà si trovava in piena campagna. Era un vecchio casolare bianco, con gli infissi in legno scuro, circondato da ulivi e campi arati, nei quali da piccoli si andava a rubare le pannocchie. La sera, in special modo nelle lunghe giornate di luglio, quando il sole tingeva di rosso tutti i terreni circostanti, spesso, invece di cucinare, si accendeva un bel fuoco e nel barbeque ci si divertiva ad arrostire la qualunque: spiedini di carne, pane sciapo, pomodori polposi, melanzane scure, zucchine, ma soprattutto grossi peperoni carnosi.

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RIBOLLITA TOSCANA

Sette cose fa la zuppa: cava fame e attuta sete; empie il ventre e netta il dente; fa dormire, fa smaltire e la guancia fa arrossire.
Detto popolare
Torno da qualche giorno trascorso in Toscana. E’ una terra bellissima che parimenti alla mia ha il culto della buona cucina e conosce appieno il senso della condivisione di una tavola. Spesso mi è capitato di ritrovarmi in ristoranti o agriturismi in cui esisteva un’unica rustica tavolata, ricca e ben imbandita, a cui i commensali, sconosciuti fra loro, erano invitati a sedersi per gustare insieme lo stesso cibo. Ciascuna persona si ritrovava così di fronte ad un buon pasto sola con la propria individualità e il proprio volto ed era chiamata a condividere con gli altri la propria vita e i beni della terra…
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