I miei racconti tutti (contenuti) in un cucchiaio…

Ero ancora seduta a tavola. Il pranzo era finito da poco ed io rigiravo tra le dita un vecchio cucchiaio d’ottone. Lo fissavo apparentemente senza interesse, scrutando l’interno vuoto della sua cavità un po’ cicciotta, e un po’ appuntita, come se avesse potuto, da un momento all’altro, regalarmi la ricetta della vita eterna. I vapori e i profumi del pasto appena concluso invadevano ancora la cucina, mentre dai vetri appannati filtrava la luce del primo pomeriggio. In quella cavità d’ottone, qualche attimo prima c’era stato del buon brodo bollente e una manciata di tortellini fatti in casa, freschi di farina e spianatoia.


Mi è sempre piaciuto viaggiare. Mettermi in moto verso orizzonti nuovi è qualcosa che non mi spaventa affatto, anzi mi emoziona sempre e mi rende euforica come un bimbo alla vigilia di Natale. Mi piace mescolarmi tra la gente lungo strade sconosciute, alzare gli occhi al cielo e scoprire nuovi profili stagliarsi contro il blu; mi piace perdermi tra modi di vivere e parlare diversi, respirare un’ aria nuova, scoprire a piedi ogni angolo dei centri storici, curiosare tra le vetrine, assaggiare piatti sconosciuti. Mi piacciono le stazioni dei treni con la nostalgia e le emozioni che si portano dietro, soprattutto se sono io a respirarle a pieni polmoni.