CANTUCCI TOSCANI

La Toscana è paesaggio magico dove tutto è gentile intorno, tutto è antico e nuovo.

Curzio Malaparte

La ricetta di un viaggio

Non c’è viaggiare, se oltre al bottino degli occhi, non si torna a casa con una valigia piena di odori e sapori del luogo e qualche appunto, sulle ricette tipiche del posto che si è appena visitato. Se questa è la regola allora posso dire ch’io viaggio spesso.Non ricordo che ci sia stato luogo o posto visitato da cui non sia tornata senza qualche preparazione da rifare. Per me, la ricetta del viaggio perfetto sta nello scovare qualcosa di nuovo o di tipico con cui allietare il palato, cercare con cura il posto adatto in cui lo preparano (che non necessariamente coincide sempre con il più rinomato) e poi irretire lo chef o la cuoca di turno, affinché ti fornisca tutti i dettagli utili per poter procedere in totale autonomia, a casa propria. Certe ricette-scoperte arriveranno per caso, altre sono inevitabili, altre ancora vivevano già nel nostro immaginario prima ancora di partire. L’ultima volta che sono stata in Toscana ad esempio sono partita e tornata con l’idea dei pici. E poi c’è stata quella volta che tra i boschi del Borello, ho carpito per puro caso il segreto dei necci con la ricotta. Oggi, coi cantucci, dopo aver girato in lungo e largo tra Pisa e Firenze, era quasi impossibile con finire col rifarli appena rientrati.

Arricriarsi

Ciò che mi piace di più dei cantucci è l’aroma della mandorla, forte e pungente, e quel passaggio repentino di consistenza da duro a morbido e scioglievole non appena li si lascia cadere in qualcosa di liquido e ambrato. Che sia Vin santo, o Passito, com’è stato nel mio caso, c’è proprio da arricriarsi.

Ed ecco adesso penso che proprio l’uso del verbo arricriarsi, stia alla rappresentazione del godimento in maniera esattamente equidistante di quanto i cantucci stanno al liquore. Termine appartenente al gergo siciliano della zona di Catania, l’arricriarsi indica infatti quella sensazione di puro appagamento, principalmente dovuto all’assunzione di cibo e/o bevande che porta ad una condizione di estremo benessere.

I toscani probabilmente avrebbero usato il verbo garbare, ma il succo della questione sta solo nell’unica ferma convinzione che dopo pranzo, o cena che sia, un piattino di cantucci accompagnato da degna nota alcolica, vi darà grande soddisfazione almeno quanto fare un viaggio in Toscana, e anche più. Provare per credere.

RECIPE

n.d.r. Ho cercato a lungo una ricetta tradizionale da cui partire e che mi soddisfacesse in pieno. La migliore finora trovata è quella di Simona che vi riporto fedelmente, perchè perfetta così com’è.

dosi per circa 40 biscotti

280 gr di farina’00

150 gr di zucchero semolato

130 gr di mandorle con la pelle

2 uova

buccia grattugiata di 1 arancia

buccia grattugiata di 1 limone

vaniglia

1 cucchiaino di ammoniaca per dolci (in alternativa 1 cucchiaino di lievito per dolci)

1 pizzico di sale

Mescolate insieme con una forchetta le uova, lo zucchero, le bucce grattugiate degli agrumi, il sale e la vaniglia. Aggiungete quindi la farina e l’ammoniaca per dolci. Impastate pochi secondi fino a quando non avrete ottenuto un impasto omogeneo. Se si dovesse attaccare alle dita, spolverate un pochino di farina. Aggiungete quindi le mandorle con tutta la loro pelle. Impastate bene, dividete l’impasto a metà e con l’aiuto di un pochino di farina realizzate 2 filoncini larghi 3 cm circa. La cosa importante per avere dei cantucci dalla forma perfetta, sta nel non appiattire il filoncino, ma disporlo in una teglia foderata di carta da forno bello tondo. Cuocete a 180° nella parte media del forno per circa 15 – 18 minuti il tempo che i filoncini si gonfieranno.

A questo punto potete affettare con una lama affilata,  i tozzetti ad uno spessore di circa 1 cm e mezzo – 2 cm andando in diagonale rispetto al filoncino. Capolvegete i tozzetti lato interno e cuocete ancora in forno 4 minuti da una parte; poi girateli e fate cuocere altri  4 minuti dall’altra parte. Sfornate e lasciate intiepidire! Appena fuori dal forno sembreranno duri, invece lasciate passare qualche ora e vedrete al morso risulteranno fragranti e morbidi! Servite con Vin Santo o liquore da dolce.

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