RISOLATTE CON MELE CARAMELLATE E CRUMBLE

“La buona educazione non sta nel non versare la salsa sulla tovaglia, ma nel non mostrare di accorgersi se un altro lo fa”

Anton Cechov

Questioni di netiquette

E’ una questione di netiquette, mi ha suggerito una mia cara amica. Ed io ne ho preso atto.  Sulle prime ho creduto che stesse utilizzando un termine del vocabolario francese a me ancora sconosciuto, poi ho compreso che si trattava di un vocabolo fresco di conio con il quale viene definita la buona educazione – etiquette – all’interno della rete – net. Compreso questo, la parola mi è subito andata a genio. Poiché pur ignorandone l’esistenza ho sempre ritenuto importante applicare un codice di garbo e buone maniere tanto nella vita reale, quanto in quella virtuale.  E per esser certa che nel decalogo non scritto dei miei intendimenti non mancasse qualcosa trascritto invece nel galateo della rete, mi sono documentata. Quello che c’è da sapere è tutto racchiuso nell’uso del buon senso e della gentilezza.

Un certo modo di scrivere

Le prime poche regole della netiquette sono tutte incentrate su un certo modo di scrivere. Regole che governano l’uso delle maiuscole, le sviste ortografiche (volute e non) e quelle sulla punteggiatura (soprattutto quando si percepisce un certo fastidioso e smodato uso dei punti esclamativi). Regole che ricordano di non dover offendere nessuno con i propri contenuti e sono a sostegno di un modo educato e cortese di perorare le proprie idee e convinzioni. Regole che parlano di citazioni e di fonti di riferimento – queste grandi sconosciute! Regole che però non possono essere regole, ma suggerimenti, indicazioni, perché la Regola nella regola è quella di non sottolineare o evidenziare in modo sgarbato gli errori altrui. Insomma non stare sempre a puntare il dito contro.

Indicare.

Mentre leggevo di queste regole, questa cosa dell’indicare mi ha riportato indietro di alcuni anni, quando viaggiando in lungo e in largo per il Madagascar appresi che per molte popolazioni malgasce il gesto dell’ indicare risultava offensivo e maleducato. A tratti blasfemo. I luoghi sacri della loro cultura erano pertanto protetti a tal punto da essere indicibili. E pertanto neanche indicabili. A volte penso che se riuscissimo a riportare nel nostro quotidiano certe usanze tribali, riusciremmo a vivere tanto più serenamente ed educatamente di quanto facciamo con tutta la nostra civiltà che pur necessita di regole per la civile convivenza sia nella vita reale che nel web. Ma il punto è che, come in tutte le cose, basterebbe soltanto un po’ di buonsenso e tanta gentilezza.

Risolatte e mele

Ed è dalle usanze del popolo malgascio che nasce l’idea di questa ricetta. Non tanto per il tramandarsi di una ricetta precipua e strettamente africana, quanto per l’uso di un ingrediente che mai ci è mancato in quel viaggio bellissimo, servito e apprezzato durante ogni pasto della giornata: il riso.

Quando Mela Val Venosta, mi ha contattata chiedendomi di elaborare una seconda ricetta per le colazioni a base di mele Golden Delicious ho cercato a lungo l’ispirazione per ricambiare la fiducia accordata con qualcosa di speciale. Ma le mele sono un soggetto che facilmente si presta a preparazioni di torte e biscotti e, proprio per questo e per questioni di netiquette, vanno riproposte in tale veste con una certa lungimiranza e accortezza. Così ho scelto di abbinarle al riso e al latte, per ottenere invece un budino cremoso e profumato di vaniglia (anch’essa malgascia) ricoperto di frutta e praline croccanti di crumble. Una vera delizia insomma. Provare per credere!

RECIPE

Dosi per 4 persone

Per il crumble

100 g di farina di farro

50 g di farina di cocco

50 g di riso soffiato

75 g di zucchero muscovado

125 g di burro

1 cucchiaio di sciroppo d’acero

Scaglie di cioccolato fondente (a piacere)

Per il risolatte

500 ml di latte

100 g di riso originario

3 cucchiai di zucchero di canna grezzo

1 baccello di vaniglia

Per le mele caramellate

2 mele Golden Delicious

150 ml di acqua

150 ml di zucchero di canna

Iniziate preparando il crumble. Fate sciogliere dolcemente il burro e fatelo raffreddare, mescolate in una ciotola la farina di farro, lo zucchero muscovado e la farina di cocco in modo da amalgamare gli ingredienti. Unite poi il riso soffiato e aggiungendo a filo il burro e lo sciroppo d’acero, cominciate a mescolare con le mani il composto, lavorandolo con le dita per ottenere una sorta di sabbiatura. Unite anche lo sciroppo d’acero e amalgamate il tutto. Distribuite su una teglia ricoperta di carta forno. Livellate e infornate a 180° in modalità statica fino ad ottenere un composto compatto e dorato. Togliete dal forno, fate raffreddare, poi rompete in piccoli pezzi e unite le scaglie di cioccolato fondente se vi piace. Conservate in un barattolo di vetro il crumble per dopo.

Preparate poi le mele caramellate. In un pentolino dai bordi alti unite, l’acqua e lo zucchero. Lavate le mele, tagliatele a metà, eliminate la parte centrale con i semi e il torsolo (e se non la gradite anche la buccia esterna) e unitele sul fuoco al composto di acqua e zucchero. Lasciatele cuocere, girando ogni tanto, fino a quando lo zucchero non comincerà a caramellarsi e le mele saranno ben cotte e caramellate. Togliete dal fuoco prima che il caramello si indurisca e tenete da parte.

In una casseruola versate il latte e portatelo a bollore aggiungete quindi il riso, lo zucchero, l’estratto di vaniglia e un pizzico di sale. Continuate la cottura su fuoco dolce mescolando di frequente. Cuocere per 20/25 minuti circa, fino a quando il riso non sarà perfettamente cotto e cremoso.

Distribuite il risolatte in 4 ciotoline, unite quindi per ciascuna ciotola una metà di mela caramellata e cospargete di abbondante crumble. Decorate a piacimento

 

2 Comments

  1. Manu Lupi 27 Maggio 2020

    Non sapevo dell’esistenza di questa parola, e, soprattutto, non sapevo nemmeno della necessità della sua esistenza, perché anche io credo basti del buonsenso e un po’ di gentilezza, non solo nel web, ma in generale nella vita…. ”non fare all’altro ciò che non vorresti fosse fatto a te ”, giusto? e questo si può applicare anche nell’uso delle parole, scritte e non, nei termini, nei modi ecc.…
    Mi rendo conto però che è difficile per le persone riuscire a mantenere una certa (n)etiquette, perché è sempre così tanto forte la voglia di far sentire la propria voce e di portare in risalto la propria opinione che si tende nella maggior parte dei casi ad andare oltre… oltre il buonsenso, oltre la gentilezza e addirittura oltre quelle regole che ci siamo dovuti dare noi stessi per renderci più civili….
    Queste ciotole credo però mettano d’accordo tutti, sia le persone cremose, che quelle croccanti, sia quelle del cucchiaino, che quelle del… prendo un po’ di crumble con le mani… tutti Deb. Piace pure a me che non sono molto amante delle ciotoline, ma questo risolatte ha una consistenza non troppo liquida e soprattutto il crunch me lo fa avanzare di almeno 3 posti in classifica… e poi, hai usato un ingrediente al quale non so proprio resistere: la MELA! E’ il frutto che amo di più in assoluto, più di tutti e quindi il resto passa tutto in secondo piano. Me la rifaccio solo per me, per una mia coccola personale, perché per quelle, non ci sono (n)etiquettes che tengano!
    Grazie e non solo per la ricetta ed il tuo modo garbato e delicato, ma perché hai di nuovo aperto una piccola finestrella di te… (cioè per lo meno io non sapevo del Madagascar!) grazie di cuore….

    ps:Io ho una sorella un po’ particolare, che non ama la morbidezza e la rotondità delle cose, dei cibi soprattutto (e sì che quella con disturbi alimentari in famiglia sono io 😉 )e quindi i famosi biscotti che cercavo settimana scorsa, ed erano per lei, erano i tuoi delicatissimi biscotti leggeri ai frutti rossi, quelli con le nocciole tritate a farina dentro… <3
    Un abbraccio forte.
    Manu

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    • debora 28 Maggio 2020

      Ciao Manu, bella mia! Tu sai che per quei biscotti leggeri ai frutti rossi ho perso l’uso di un polpastrello!?!!
      ahahhah così adesso ogni volta che li preparo mi ricordo di quanto sono sbadata e maldestra.
      Ma tu sei passata anche per la ciotolina e credimi che il risolatte cremoso (io ne vado ghiotta dai tempi dell’università) e quella mela caramellata son proprio una vera goduria. Da leccarsi le dita. In barba a ogni etichetta.
      Che poi tra noi il galateo poco serve, perché la gentilezza e il buon cuore delle persone si riconosce, per fortuna, subito.
      Ti abbraccio amica mia

      Rispondi

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