DI MELE, WAFFLES ALLA CANNELLA E COSE MODERNE

Mi è arrivata una email dal Trentino. Certo è una lettera in forma moderna, come direbbe mia madre a cui proprio non va a giù l’idea che da un certo momento in poi i francobolli si siano dovuti estinguere. Ma è pur sempre una lettera dicevo e per di più una di quelle che fanno palpitare il cuore quando le leggi.

Così, dimentica dell’accezione di modernità della stessa, subito dopo averla aperta e letta, gliel’ho comunicato. A mia madre intendo.

“Mamma mi hanno scritto una mail dalla Val Venosta: vorrebbero ch’io fotografassi le mele Envy™ le ho detto.

“Ah beh … Cose moderne insomma” mi ha risposto lei.

A quel punto avrei voluto chiederle se il termine moderno si riferisse alla forma della missiva o alla richiesta stessa di immortalare con qualche scatto delle mele, ma ho finito col sorriderle semplicemente. Ché l’accezione moderno nei pensieri e concepimenti di mia madre contempla in genere solo due significati: uno negativo, quando tale modernità ha portato con sé cambiamenti tali da non esserle graditi, e l’altro di estraneità, quando invece, non avendo seguito certi progressi della nostra epoca, non sa bene esattamente di cosa si stia parlando e quindi prende le distanze dalle cose, moderne, appunto.

Così, per intenderci, secondo la catalogazione di mia madre, ch’è sempre stata un po’ parca e concisa con le parole, una mail è da considerarsi certamente una lettera moderna – con accezione negativa – e un blog di cucina, come il mio invece, una cosa moderna – con l’accezione del: non so bene di cosa si tratti, sospendo il giudizio, fino a maggiori chiarimenti. Entrambe queste accezioni dello stesso significante, quando mia madre le usa ed era questo il caso in cui le aveva usate entrambe, non possono che farmi sorridere.

“Inventerò delle ricette, le realizzerò usando le mele che mi hanno inviato e poi le fotograferò, mamma. Lo farò per promuovere il prodotto e le sue caratteristiche” allora le ho spiegato. “Insomma sarà un po’ come fare una réclame”

Al suono vintage della parola réclame che mia madre naturalmente si ostina a pronunciare all’italiana ricordando con nostalgia i suoi tempi moderni, le si sono illuminati gli occhi.

“Ah ecco. Bello!” ha esclamato infine.

Basta poco in fondo. Con lei, ch’è sempre stata un po’ parca e concisa con le parole, ma tanto generosa di cuore, basta parlar chiaro, dire le cose come stanno, semplificare la modernità di certi concetti e tutto il resto poi vien da sé.

Vien da sé che è bello, come direbbe lei, sapere che qualcuno investe sulla mia creatività, che mi venga richiesto di lasciar libera la fantasia per immaginare qualcosa da dedicare al resto del mondo. Vien da sé che certe occasioni, arrivate alla sottoscritta grazie a questo blog, ch’è pur sempre una cosa moderna, valgono più di cento altre fatte e richieste alla vecchia maniera. E che mela sia, dunque. Ché di mele certo la Val Venosta se ne intende e queste qui, le Envy™ son così croccanti e dolci che riuscire a farle durare l’intera sessione di scatti è stata quasi un’impresa, più che trovare un modo degno di fotografarle.

“E cosa preparerai con queste mele?” è stata la seconda affermazione di mia madre. 

Arrivata così, un po’ di sorpresa, perché da lei che in genere è sempre parca e concisa con le parole e pure con le esternazioni di curiosità nei miei confronti, certe richieste risultano spiazzanti ed io quasi non ho saputo cosa risponderle. Ho pensato subito che, a suo dispetto, c’era voluta una lettera moderna per smuovere il suo interesse nei miei confronti, ma poi, anche qui, non mi è rimasto che sorridere. Ché mia madre certo non è mai stata una donna moderna, nell’accezione questa volta personalissima ch’io do al termine, ma va presa così com’è: un po’ come le mele, insomma: senza fronzoli o orpelli, nella loro semplicità e schiettezza, nella crudezza con cui esprimono il meglio di sé, laddove dietro il primo morso ad una scorza che può sembrare dura e impenetrabile, nascondono un cuore morbido e dolcissimo, pieno di sorprese. Tonda, pasciuta e perfetta nella sua essenzialità, proprio come la mia mamma e queste mele rosse. E allora le ho risposto:

Penso che preparerò dei waffles, aromatizzati alla cannella e ricoperti di mele croccanti” e prima ch’ella potesse replicare qualsiasi qualcosa ho aggiunto “Si lo so, ti sembrano ancora cose moderne. Ma adesso vieni, assaggiamone una insieme. Il resto verrà da sé”.

INGREDIENTI

Dosi per 16 cialde tradizionali

Per le cialde

400 ml di latte intero

300 g di farina 00

75 g di zucchero di canna

10 g di lievito per dolci

2 uova

2 cucchiaini di cannella in polvere

1 pizzico di sale

per la decorazione

250 g di gelato alla crema

2 mele ENVY

Il succo di un limone bio-microfiltrato

Zucchero a velo quanto basta

In una ciotola setacciate la farina, unite lo zucchero, il lievito e il sale. Mescolate bene per amalgamare gli ingredienti secchi, poi unite il burro fuso, ma freddo, e le uova. Mescolate bene con una paletta di legno, poi unite lentamente a filo il latte, fino al completo assorbimento. Unite per ultimo la cannella e mescolate bene ancora una volta fino a ottenere un composto liscio e cremoso. Coprite la ciotola con la pellicola e lasciate riposare per almeno un’ora. Nel frattempo lavate e tagliate le mele con tutta la buccia in dischi orizzontali. Alcune fette tagliatele a metà, in altre ricavate con un coppapasta adatto delle stelline di mela. Mettete tutto a mollo nel succo di limone per evitare che si anneriscano. Trascorso il tempo, prendete l’impasto e preparate i waffles con l’apposita macchinetta. Versate sopra una dose abbondante di zucchero a velo, di gelato alla crema e poi decorate con le fette di mela e le stelline. Aggiungete del ribes a piacimento. Servite subito.

2 Comments

  1. Francesco 22 Gennaio 2019

    La parsimonia nelle parole da usare, per una mamma, che, credo abbia la mia stessa età, è la discrezione, il desiderio di non prevaricare le decisioni, i pareri e perfino le parole di una persona amata, quale può essere una figlia come te.
    E’ anche il segno di una grande sensibilità, dettato da quello sperticato amore che solo una mamma conosce e, questo, non credo io lo possa spiegare a te, che sei già mamma e, quindi conosci bene di cosa io stia cercando di parlare.
    La lettera “moderna” ha concesso a tua mamma di avvicinarsi ancor più a te, di porgerti una carezza fatta di quella dolcezza come le mele envy e si è liberata da quella croccantezza, forse, un po’ ruvida, suscitata in lei più per il disagio di non conoscere e non per sua caratterialità. Ma una figlia, così adorabile come te, ha semplificato il concetto non compreso e tutto si è risolto con un attivo scioglimento e fluidificazione di quel groppo di difficoltà, che impediva alla mamma la piena partecipazione ai successi della sua amata figlia.
    La vita cambia, si trasforma e ci trasforma e per noi anziani alcune metodologie di vita, alcune scelte, troppe nuove rapide tecnologie di comunicazione sfuggono alla nostra concezione e da qui nasce quel disagio di incomprensione della “modernità”.
    La missiva che hai ricevuto, la richiesta di foto di queste delizie rosse rotonde, se vogliamo, è un ritorno ai tempi biblici, a quel passato che appartiene a noi vecchietti, nel quale spesso ci perdiamo con i nostri ricordi e quel procedere veloce, convulso della vita di oggi ci fa sentire troppo lenti, distratti da ciò che una volta era il nostro presente.
    Ora, la tua mamma potrà ammirare queste tue foto eccezionalmente belle, realistiche, piene di colori contrastanti, ricche di quella stessa emozione che inonderà il cuore di mamma di amore per te.
    Questa missiva sarà ancora più bella se, oltre a sorridere tu, vedrai anche le labbra di mamma che si piegheranno in quel sorriso dolce e grazioso e tu non potrai fare a meno di abbracciarla!!

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    • debora 24 Gennaio 2019

      Francesco credimi che fatico proprio a collocarti tra quelli che tu definisci “noi anziani”, almeno quanto fatico a collocarci mia madre.
      Per lei porto il massimo rispetto ed ella stessa sa bene quanto sia divertente per entrambe ironizzare su sue certe “anticaggini”
      Tu del resto mi sembri perfettamente integrato e al passo coi tempi di questa modernità che viviamo.
      Come sempre ti ringrazio per gli elogi che mi dedichi. Grazie infinite

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