VELLUTATA DI ZUCCA E ZENZERO

L’Autunno ha un suono particolare.

E’ il dorso di un cucchiaio che rompe la crosta della crème brulèe. E’ la pioggia scrosciante sui vetri di casa appannati dal tepore domestico. Lo scricchiolare delle foglie rosse e secche, lungo i marciapiedi.

L’Autunno ha il suono di un caminetto acceso; lo scoppiettìo delle caldarroste e del buio che sorprende arrivando all’improvviso nel primo pomeriggio. E’ il frusciare ovattato di una coperta di lana, è l’acqua di un ruscello che scorre veloce, il pigiare dei piedi in vendemmia.

L’Autunno è il silenzio delle panchine vuote dentro i parchi. Il fiato corto per l’aria fredda del mattino, una fetta di pane caldo. Il suono secco della cioccolata che si spezza, la porta di una casa in campagna che si apre, il ronzio di un antico lampione di paese che si accende presto.

L’Autunno ha il suono di una raffica di vento improvvisa, un cappotto che si abbottona, un ciambellone che lievita in forno, la nenìa di una domenica passata a ciondolare. L’Autunno è una canzone di Louis Armstrong, le prime bucce d’arancia sui caloriferi, il fischio di una teiera sul fuoco, i passi cadenzati a suon di stivale.

L’Autunno ha il suono dello stare a casa, delle imposte che si chiudono, del tempo misurato in foglie. Il suono della stagione che allontana gli uccelli e le stelle della notte. Il suono di una zuppa che ribolle lenta e piena di odori. L’Autunno è il rumore di un taxi giallo, il click di un ombrello e le prime gocce di pioggia, la pellicola di un buon film che gira lenta.

L’Autunno ha il suono di pensieri malinconici, lenti e ponderati … Ma è anche il silenzio delle pagine di un buon libro, di un cucchiaio che affonda e una mantella poggiata sulle spalle a scaldare il cuore e le mani.

RECIPE

(dosi per due persone)

 

per il Brodo vegetale

1 costa di sedano con tutte le foglie

2 carote piccole

2 patate piccole

1 cipolla bionda

2 foglie di alloro grandi

1 lt di acqua

1 pizzico di sale

 

per la Vellutata

3 spicchi di zucca belli carnosi

1 porro

2 patate medie

1 carota grande

curcuma in polvere

50 g di parmigiano reggiano grattuggiato

erba cipollina

zenzero fresco da grattuggiare

4 cucchiai di crème fraîche (o panna acida)

sale q.b.

coriandolo q.b.

pepe q.b.

 

per decorare

crostini di pane tagliati a cubetti

semi di zucca decorticati

riduzione di aceto balsamico

 

Preparate il brodo vegetale e tenete in caldo. In una capace casseruola fate rosolare un bel giro d’olio extravergine d’oliva con il porro tagliato a rondelle. Lasciate imbiondire per qualche minuto, poi aggiungete le patate sbucciate e tagliate a dadini. Idem per la carota. Mondate e lavate la zucca, tagliatela a pezzi e unitela al porro e le patate; fate saltare qualche secondo poi aggiungete un bel mestolo di brodo. Lascate cuocere lentamente a fuoco basso, aggiungendo di volta in volta il brodo e assicurandovi che le verdure siano ben coperte dallo stesso. A metà cottura, iniziate a condire la zuppa aggiustando di sale, unendo un cucchiaio di curcuma in polvere, l’erba cipollina fresca, lo zenzero grattuggiato, il coriandolo ed il pepe. Non ci sono dosi precise per questi aromi, regolatevi a gusto. Per ultimo aggiungete il parmigiano. Non appena la zucca e la patata si saranno ammorbidite per bene ed il brodo asciugato, passatele al minipimer e lasciate a scaldare ancora per qualche minuto.

Togliete dal fuoco, versate in ciotole preferibilmente di coccio e unite per ogni porzione due cucchiai di crème fraîche. Decorate infine con qualche seme di zucca decorticato, dei crostini di pane un giro di crema di aceto balsamico. Servite ben calda.

ricamo

11 Comments

  1. Rebecka G. Sendroiu 11 novembre 2016

    Autunno e inverno sono due momenti dell’anno che mi regalano una gioia senza eguali. Per almeno un milione di motivi che ricordo e che scopro di volta in volta ad ogni anno che passa.
    Questa è una vellutata che qui a casa non manca mai, insieme ai quintali di crème fraîche (smantana a casa mia) retaggio di una tradizione culinaria che nemmeno di fronte alle peggio placche coronariche credo potrei scrollarmi di dosso. Ultimamente ho dovuto eliminare lo zenzero nella porzione della pargoletta, che non ama più il piccante come prima, ma nel mio ci grattugio di fresco in quantità industriali, tanto che ormai potrei dire che è vellutata di zenzero alla zucca/carote/patinacca..etc
    Quasi quasi, me ne prendo un mestolo e sto un po’ qui nel tuo angolino, al calduccio. 

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  2. Ci siamo godute uno ad uno questi suoni dell’autunno grazie alla tua capacità di raccontarli in modo così vivido da sembrare di poterli sentire veramente … un bellissimo film in pellicola nella nostra testa. Ne manca però uno, quello di due amiche che suonano alla porta attirate dal profumo irresistibile di questa vellutata di zucca per cenare insieme a te:) Portiamo la torta, promesso !! 
    Bellissime foto come sempre!

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    • debora 23 ottobre 2016

      E voi due che bussate alla mia porta, con o senza porta, sareste il più bel regalo che questo Autunno potrebbe farmi!! Un regalo chiassoso e allegro come le nostre risate e le nostre chiacchere…io qui vi aspetto a braccia aperte!!

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  3. Simona - Biancavaniglia 22 ottobre 2016

    Bellissime queste foto, un’atmosfera autunnale deliziosa <3

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    • debora 22 ottobre 2016

      Simona!! Che onore e piacere averti qui! Grazie mille per i complimenti ed il saluto. Ti abbraccio

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  4. Lara 22 ottobre 2016

    divine descrizioni dei suoni e dell’atmosfera della mia stagione preferita, da assaporare assieme a una ciotoloa della tua zuppa, chiudo gli occhi e ascolto…

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    • debora 22 ottobre 2016

      Cara Lara, quanto mi piacerebbe averti qui accanto per godere insieme di tutto questo…

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  5. Francesco 17 ottobre 2016

    Un’incomparabile sensibilità caratterizza la tua scrittura, fatta di melodiosi suoni, caldi colori, un buio incipiente e una leggera malinconia, soffusa sotto pelle.
    In serata, però, tutto è confortato da questa tua vellutata calda, gustosa e rincuorante, portatrice di conforto e di piacere speziato.
    Un Autunno così, come si fa a non amarlo??

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    • debora 17 ottobre 2016

      Già, come si fa a non amare l’Autunno?
      Felice di avertene portato un pezzetto in casa. 🙂
      Grazie Francesco per le bellissi e parole.

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  6. Ho visuto l’Autunno in un’attimo! Non potevi scegliere le parole più profonde e allo stesso tempo così limpide.
    Il tuo Autunno mi piace, mi scalda dentro…ne avevo bisogno.
    Grazie Debora!

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    • debora 17 ottobre 2016

      Aleksandra carissima, ma che bello averti qui! Ne sono onorata e felicissima: quando hai voglia di venirti a scaldare ancora, passa pure: da me troverai sempre una coccola “calda” e qualche chiacchera da scambiare. Ti aspetto 😉

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