FROLLINI CON MIELE E ARANCIA

Chi di voi non ha mai detto almeno una volta, taglia la torta tu chè sei architetto, scagli la prima pietra.

Cominciamo col chiarire subito che noi architetti non siamo poi così precisi e meticolosi come spesso ci immaginate. A differenza degli ingegneri, maniaci del rigore e delle certezze assolute o dei geometri, professori del faccio il minimo indispensabile e volemose bene, noi architetti viviamo nel limbo indefinito e impreciso che si potrebbe definire la Creatività Consapevole. In tale limbo non esistono regole o leggi, se non quelle dettate dal nostro estro e dal nostro umore.

Quindi, se vi aspettate che taglieremo la torta in parti per-fetta-mente uguali e simmetriche, vi sbagliate di grosso: noi la taglieremo in maniera artistica, il che vuol dire che alla zia Pina andrà una porzione enorme e a Ugo quella che, per bilanciare la simmetria, sarà nettamente più piccola, ogni fiorellino di ostia sarà ugualmente ditribuito per non togliere la nota di colore ma ciascuna fetta ricorderà solo vagamente il design di un triangolo e soprattutto, se la torta non si abbinerà alle posate e ai piatti su cui dovrà essere servita, ci rifiuteremo di tagliarla.

Gli achitetti sono dei visionari dello spazio, dotati di grande manualità e giri di parole, mancano totalmente però di meticolosità e senso pratico, per questo, credetemi, saranno capaci di disegnare una bellissima nuvola sul parabrezza, ma se gli chiederete di farla reggere in piedi, non sapranno come fare, così si rivolgeranno a qualche ingegnere che la ingabbierà in tanto di quel ferro che della nuvola rimarrà solo l’aria. Fritta.

Interpellati spessisimo per questioni di colore, gli architetti tireranno fuori milioni di abbinamenti e accostamenti possibili, citeranno colori come il tan, il ceruleo, il nembo, l’eliotropo o il solidago, dimostrando di saperne anche più di uno spettrometro…Non illudetevi, l’unico colore che conoscono bene è il nero, l’assenza di colori, con il quale si vestono trecentosessantacinque giorni l’anno.
Ora al di à del fatto che, come avrete capito, noi architetti potremmo sembrare veri e propri maestri della supercazzola, ci sono tantissime cose che invece sappiamo fare e fare bene, sicuramente meglio del tagliare una torta. Iniziamo dalle minori: costruire con i Lego, decifrare le istruzioni in svedese e montare i mobili di Ikea, tirar su una tenda da campeggio, arredarla, smontarla e richiuderla con le dimensioni precise del suo sacco. Sappiamo immaginare e progettare lo spazio anche se non è ancora stato realizzato, anche se proprio non riuscite a immaginare come possa venire e vi dimenticate che ci state pagando proprio per questo; sappiamo disegnare in maniera proporzionata, per cui se in un bagno ci mettiamo due sanitari, un lavandino e una doccia, state certi che ci entreranno e riuscirete a muovervi. Sappiamo realizzare cose funzionali e non solo belle, costosissime o inutili e, cosa ancora più importante, sappiamo riconoscere un tramezzo portante e l’eccessivo peso di fioriere in cemento, così da evitare che crollino giù gli ultimi piani di una palazzina in centro storico! Ultima cosa: sappiamo riconoscer benissimo un abuso, quindi è inutile che la supercazzola proviate a farla a noi … meglio che ci chiediate di tagliare una torta.
Infine, quando un architetto scopre su Amazon lo stampo a pressione per la decorazione dei biscotti, con tutta una serie di formidabili motivi geometrici e lo strumento di precisione per tagliarli tutti uguali, non può resistere alla tentazione di acquistarlo e passare un pomeriggio intero a infornare, così voi vi beccate questo post qui!
RECIPE
(dosi per circa 40 biscotti)
150 g di burro di alta qualità
150 g di zucchero di canna chiaro
350 g di farina 00
1 uovo
2 cucchiai colmi di miele di acacia
1 arancia grande bio
un pizzico di sale
In una ciotola versate lo zucchero di canna e il burro freddo, tagliato a cubetti. Azionate il mixer fino ad ottenere una crema. Aggiungete poi l’uovo intero, il pizzico di sale, il miele e la scorza grattuggiata di un’arancia intera, continuando a impastare. Per ultima versate la farina setacciata, poco alla volta e azionate per qualche secondo ancora il mixer. Procedete poi ad amalgamare il tutto con le mani, fino a formare un bel panetto compatto e liscio. Rivestitelo con della pellicola per alimenti e riponete in frigo per almeno due ore.
Passato il tempo, preparate dei fogli di carta da forno e riscaldate il forno in modalità statica a 160°. Per ciascun foglio di carta forno stendeteci sopra, poco alla volta, delle parti di impasto e ricoprite con un foglio di pellicola. Con il mattarello stendete l’impasto fino ad avere lo spessore di almeno 4 mm. Tagliate con un coppapasta la frolla della forma che più vi aggrada, oppure come me, usate uno stampo apposito (marca Tescoma). Poi rimuovete la pasta in eccesso. Così facendo non avrete bisogno di muovere i biscotti e far perdere loro la forma. Trasferite in frezeer per 10 minuti e poi infornate, cuocendo i biscotti fino a doratura per 10/15 minuti.
Lasciate raffreddare completamente su gratella, prima di servire.
ricamo

14 Comments

  1. Lara 21 aprile 2016

    mai detta tale frase, perché non conosco architetti, ma ho frequentato un anno di architettura e dato ben 3 esami prima di capire che pur possedendo buona parte delle qualità da te elencate ciò che mi mancava era la capacità di lasciarle ingabbiare nel ferro ingegneristico, e sono passata a studi umanistici più confacentesi alla mia natura sognatrice e davvero poco pratica. Però voglio il link allo stampo e i colori, semmai ne mancassero alcuni, li invento anche… va allungami un biscotto e vieni a trovarmi, così poi la torta la faccio tagliare a te.

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    • debora 21 aprile 2016

      Ahahaha cara Lara…vengo a trovarti mooolto volentieri. Lo stampo guarda lo trovi su Amazon: è facilissimo e costa due lire, due. Marca Tescoma. Per quanto riguarda i sogni, a posteriori ti dico, che hai fatto bene. Meno male che abbiamo il blog dove lasciarli correre indisturbati;-)

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  2. laura 19 aprile 2016

    Ecco vedi questa è una di quelle situazioni in cui ero convinta di averti scritto e invece devo aver pensato intensamente di averlo fatto e alla fine no. E pensa che sono pure passata a verificare se c’era la tua risposta!!!Ecco in poche parole ti ho presentato il mio mondo che è tipico di quelli con una laurea in lettere, una categoria che come vedi si contende notevolmente il concetto di vionarietà di voi architetti 😉 ad ogni modo tutta questa ‘perizia’ nella creatività svincolata da regole rigide trova il mio pieno accordo (figuriamoci!) ancor di più quando è incoraggiata dalla smania dell’acquisto in favore della perfettibilità del frollino!Un bacio!”

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    • debora 19 aprile 2016

      Ahahaha…il fatto è che noi visionari cerchiamo altri visionari con cui attorniarci, ma non dello stesso immaginario, perchè altrimenti non ci sarebbe l’accrescimento e lo stupimento che cerchiamo. Se a questo aggiungi che poi, di fondo, a me, le donne di lettere con le mani sporche di china e farina mi piacciono tantissimo, credo proprio che siamo sulla buona strada di una lunga, duratura e visionaria amicizia. 🙂

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  3. Monique 15 aprile 2016

    ahaahaha, descrizione perfetta! Bellissimi gli stampi e bella la frolla. Sì, non buona ma bella perchè se è bella è anche buona. #emenomalechenonsapevicucinare….tvb

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    • debora 15 aprile 2016

      #quindiioeteabbiamodefinitivamentesceltoquestomododicomunicare?
      #tvtbai

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  4. Valentina 14 aprile 2016

    Ahahahaha.. in effetti è vero, è una frase che si sente spesso. Invece a me dicono: “la torta la tagli tu che l’hai fatta”. Ecco, potrebbe sembrare una cosa coerente ma ti assicuro che non lo è del tutto e mi mette sempre tanta ansia ahahahaah però nel tempo ho imparato a tagliare fette precisissime soprattutto dopo aver assistito ad un paio di distruzioni che mi hanno lacerato il cuore! 😀 I tuoi frollini sono stupendi e devono essere buonissimi. Ti abbraccio forte forte! <3

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    • debora 14 aprile 2016

      Cara Valentina, come ti capisco!! Posso immaginare bene la tua sensazione, visto le meraviglie che realizzi e che, fosse per me, non andrebbero toccate. Un po’ come quello che sento io quando entro in un appartamento da me ristrutturato e mi ritrovo di fronte ad un arredo che ha distrutto completamente il mio lavoro!! Argh…Per fortuna che possiamo consolarci a vicenda. Ti abbraccio anch’io

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  5. Debora, che bel lavoro creativo il tuo, la tua maestria ed arte nel disegnare gli spazi si vede anche in queste bellissime foto perfettamente composte e sapientemente illuminate, le adoriamo!! I biscotti decorati così sono fantastici, questo stampino è proprio il top e non poteva non essere preso 😀
    Un abbraccio grande cara <3

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    • debora 14 aprile 2016

      Pancettine belle, non vi nascondo che gongolo nel leggere queste vostre parole, non
      foss’altro perchè almeno qui, in questo blog, la mia creatività non trova paletti e freni e si può concedere di essere se stessa fino in fondo. quando volete, vi aspetto per una bella colazione insieme.

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  6. tiziana bartolini 14 aprile 2016

    questi biscottini sono pura perfezione, così come le foto… meravigliose! complimenti di cuore!

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  7. Elisa 14 aprile 2016

    Oggi pomeriggio vado di infornata pure io! Provo i tuoi biscotti che mi gustano assai!
    Scatti divini
    ❤️
    Complimenti cara!

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    • debora 14 aprile 2016

      Elisa bella! Fammi sapere mi raccomando, anche e conoscendoti, son certa che verranno buonissimi. Ti ringrazio

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