CROMÌE | BLU E UN MENÙ DI BOSCO PER IL PALAGIACCIO

Ci sono mattine in cui il cielo apre il pugno e lascia cadere il blu in verticale e mattine, invece, in cui lo soffia delicatamente come una cipria morbida.
(F. Caramagna)

Quando è nato Cromìe, quest’inedito viaggio attraverso i colori nella natura e nel cibo, sapevo già che il più difficile da catturare e poi raccontare sarebbe stato proprio il Blu. Poi un giorno è arrivato l’invito da parte della Fattoria Storica del Palagiaccio

Portata per indole e competenze ad apprezzare in egual modo tutti i colori, mi accorgo invece di aver sempre avuto una sottile e impercettibile debolezza per il Blu. Blu è in effetti il colore dell’anima. Blu cobalto. Ed è così che immagino la mia. Profonda, scura, intensa, ferma in quel suo misterioso sentiero ancora sconosciuto persino a me. Poi immagino i lembi remoti che racchiudono e tengono stretto in un unico abbraccio ogni singolo corpo celeste del nostro Universo. Il loro colore è certamente Blu. Blu, come sono qui, i confini di questo mondo: Cielo e Mare e il loro liquido incontro sulla linea dell’orizzonte laddove lo sguardo si perde e la mia anima si ritrova. È un Blu scuro che ti inghiotte i piedi, là nel mutismo dei pesci e dell’acqua, che scivola livida verso le stelle. Che sia blu notte o sia blu oceano, nulla è più intenso e commovente di quel manto scuro, quando le luci delle lampare si confondono a quelle delle costellazioni e quell’incontro all’orizzonte svanisce del tutto per lasciare il posto ad un unico velluto blu.

Blu sono certi ricordi e tutte le tempeste, che siano quelle racchiuse tra le pareti molli del cuore o quelle cariche di gocce d’acqua che si trasformano in temporali. Blu sono le ansie che a volte riempiono lo stomaco e tendono allo spasimo ogni altra singola fibra. Blu è la bellezza, ma non sempre la verità. E sempre Blu è il mare, il mio mare e tutte le acque che ancora devo incontrare e nulla scalfirà la loro maestosa bellezza.

Il Blu lo ammiro. È il colore dell’Impressionismo e di ogni sua singola piccolissima pennellata data su tele bianchissime. Il Blu lo ascolto e fremo. È in tutte quelle note che danzano lievi su giri di tre e si intrecciano gravide di malinconia e ricordi come le rive sudate del Missisipi da cui provengono. Blu dev’essere il cielo di quella stanza le cui pareti non esistono più. Il blu di Joni Mitchell e di quel blues che sembra scorrere, sconosciuto e placido e pure inevitabile tra le mie corde musicali. Infine il Blu lo assaporo: quando gli acini scuri dell’uva zuccherina si rompono in bocca o i riflessi del pesce azzurro rilasciano il sapore del mare. E poi ancora nella dolcezza sconfinata di una manciata di mirtilli e nel gusto corposo e morbido del Blu Mugello che si scioglie al palato.

Ora so, che di solo Blu vivrei…

Blu, decisamente blu è questo mio menù pensato e studiato per raccontarvi di Cromìe e per onorare i pregiatissimi formaggi che la Storica Fattoria del Palagiaccio ha voluto omaggiarmi: Gran Mugello e Blu Mugello.

Un antipasto sfizioso da gustare ancora caldo, perdendosi nel contrasto di sapori che offre il gusto ruvido e forte del Gran Mugello in antitesi con la dolcezza dei mirtilli e del miele.

Un primo rustico e prelibato al tempo stesso, dove ogni singolo gnoccco racchiude uno scrigno di gusto, esaltato ancor di più dalla croccantezza alla nocciola dei semi di papavero e dal sapore del tartufo bianco.

RECIPES

FOCACCIA AL GRAN MUGELLO CON FARCITURA DI MIELE, NOCI E MIRTILLI

200 g. di farina per impasti a breve lievitazione W170

150 ml di acqua tiepida

2 g. di lievito di birra fresco

4 g. di sale

20 g. circa di Gran Mugello tagliato a scaglie

30 g. di noci

20 g. di mirtilli freschi

qualche rametto di timo

miele ed olio extra vergine di oliva q.b.

(l’impasto della focaccia è realizzato su ricetta di E.Hadjandreau)

In una ciotola mescolate la farina setacciata con il sale. In un’altra, sciogliete il lievito con l’acqua precedentemente intiepidita. Versate il secondo composto nel primo e mescolate con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto un po’ appiccicoso. Oliate un’altra ciotola e adagiateci l’impasto. Ricoprite con un panno e fate riposare per 30 minuti. Trascorsi i 30 minuti, sempre lasciando l’impasto nella ciotola, iniziate a lavorare l’impasto prendendo i lembi esterni e portandoli verso l’interno, effettuando così una lavorazione chiamata delle pieghe. Coprite e lasciate riposare per altri 30 minuti. Dovete ripetere questo alternarsi di riposo e pieghe per 4 ore, ottenendo un totale di 8 operazioni di pieghe. All’ultima operazione, l’impasto sarà pieno di bolle d’aria molto grandi. Rovesciatelo su una teglia coperta di carta da forno e con delicatezza, per non sgonfiarlo e rompere le bolle, aiutandovi con le mani stendetelo piano piano dandogli una forma circolare. Coprite e lasciate riposare per 10 minuti. Guarnite ora in questo modo: distribuite un primo giro di olio extra vergine di oliva, ricoprite con le scaglie di Gran Mugello (avendo cura di lasciarne da parte qualcuna per il dopo cottura), le noci, le foglie di timo e un bel giro di miele. Fate riposare altri 10 minuti. Nel frattempo riscaldate il forno a 240° e appena pronto infornate fino a quando la focaccia non sarà dorata, per essere sicuri della cottura battete su di essa il dorso di un cucchiaio, se il suono è secco, come fosse vuota, la focaccia è pronta. Togliete dal forno e ancora calda farcite con altro Gran Mugello (quello messo in precedenza si sarà sciolto formando una crema irresistibilmente buona) e mirtilli freschi a volontà. Servite subito dopo tagliandola a spicchi.

GNOCCHI RIPIENI DI BLU MUGELLO AL BURRO DI TARTUFO BIANCO E SEMI DI PAPAVERO BLU

200 g. di farina 00

200 g. di semolino per gnocchi

400 g. di acqua

40 g. di Blu Mugello

40 g. circa di crema al tartufo bianco

30 g. di burro

semi di papavero blu q.b.

latte q.b.

sale q.b.

In una pentola fate bollire i 400 g. di acqua poi appena pronta, lontano dal fuoco, versate la farina setacciata e il semolino tutta in una volta e girate bene con un cucchiaio di legno. Trasferite l’impasto su di una spianatoia leggermente infarinata e fatelo leggermente intiepidire per non scottarvi. Lavoratelo con le mani fino ad avere un impasto ben amalgamato, copritelo con un panno di cotone e fatelo riposare per circa mezz’ora. Trascorso il tempo staccate pochi pezzi di impasto alla volta, facendo delle palline con le mani. Poi appiattendole come piccoli dischi, riempitene il centro con piccole porzioni di Blu Mugello, richiudete e formate degli gnocchi tondi che adagerete un vassoio a parte. In una padella antiaderente preparate il condimento: fate sciogliere a fuoco bassissimo il burro evitando che si bruci, unite la crema di tartufo bianco e quel tanto di latte che serve per ottenere un condimento liscio e cremoso. Lasciate da parte. Fate bollire l’acqua, salatela e aiutandovi con una schiumarola immergete i vostri gnocchi. Basteranno pochi minuti e saranno pronti non appena salgono a galla. E’ bene non farli cuocere più di tanto altrimenti diventano duri. Scolateli con un mestolo forato e conditeli con il condimento al burro di tartufo bianco e un po’ di acqua di cottura. Servite caldi e ricoperti con un’abbondante manciata di semi di papavero blu e Parmigiano Reggiano a piacimento.

Con questo menù partecipo al Contest LattidaMangiare 3.0

18 Comments

  1. […] Il marrone è invero il colore dell’ingrediente a me più caro; tanto che, se di solo blu potrei vivere, di solo cioccolato potrei morire. Così per onorare e perpretare costantemente […]

    Rispondi
  2. margherita 12 luglio 2017

    Come dire… c’é veramente l’imbarazzo della scelta. Fra scatti, setting e ricette sembra di stare in un sogno… Brava, bravissima!

    Rispondi
    • debora 13 luglio 2017

      Marghe, che dire? per me l’imbarazzo è nel non arrossire ai tui complimenti.
      Grazie perchè credimi, arrivano dritti dritti al cuore.

      Rispondi
  3. lara 10 luglio 2017

    questa cromia è esaltata ancor più dai sapori, spettacolari direi

    Rispondi
    • debora 13 luglio 2017

      Lara, riesci sempre, con poco, a farmi felice. Grazie

      Rispondi
  4. Mimma e Marta 27 giugno 2017

    Io adoro il blu e Questa focaccia!
    Bellissime foto :-* Mimma

    Rispondi
    • Debora 28 giugno 2017

      È il Blu del nostro mare Mimma…che ci scorre nelle vene e rincorriamo in ogni cosa.
      Vi abbraccio

      Rispondi
  5. Elisa 26 giugno 2017

    Un fantastico post…. l’ho letto di un fiato e guardato con molta calma!

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    • Debora 28 giugno 2017

      Elisa…e tu, in punta di piedi, con un solo commento, mi hai reso una donna felice.
      Ti ringrazio di cuore…

      Rispondi
  6. Melania 26 giugno 2017

    Bedda mia, trovo sia difficile se non futile aggiungere altre parole, racconti tutto tu. Attraverso le immagini, le parole che piano piano si insinuano dentro. Illumini tu con questi colori che a tratti sgargianti, altri pacati sanno far innamorare gli occhi di chi li osserva. Ed io, ti osservo Deb! Con profonda ammirazione per tutto ciò che fai, perché arriva come una impronta sull’animo indelebile.

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    • Debora 28 giugno 2017

      Melania cara. Le parole sincere e pulite di un’amica come te sono il pungolo migliore per realizzare sempre meglio e il più dolce compenso a tanta fatica. Grazie, grazie, grazie

      Rispondi
  7. Francesco 26 giugno 2017

    Ogni volta che leggo un tuo post, rimango sospeso nel pensiero incantato dalla tua poesia fatta di colori e le tue foto disegnate con maestria inimitabile.
    Ogni volta che ti leggo, mi commuovi, mi emozioni e mi porti a scrivere il mio pensiero sui colori:
    I colori non parlano e non sanno scrivere,
    sanno però comunicare sensazioni e passioni,
    non conoscono nessuna lingua se non la dolcezza,
    non trasmettono nessuno scritto, ma tanto calore.
    E’ una musica senza note se non nelle variazioni,
    è un canto senza voce, ma con gradazioni continue,
    ti abbagliano, o ti spengono, ti accendono e ti
    fanno innamorare, in silenzio, ma è un dialogo
    tra il tuo cuore e la loro tinteggiata passione.
    Non sarebbe così bella la vita se non ci fossero
    e nient’altro la natura sarebbe, se non bianca e nera.

    Grazie Debora, sei divina!!

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    • Debora 28 giugno 2017

      Caro Francesco…le parole trascinano, hai ragione, ed è proprio bello sapere che poche righe e qualche scatto possano condurre il lettore verso infiniti “vagabondare”….grazie per il tuo bellissimo riscontro.

      Rispondi
  8. Gabry 26 giugno 2017

    Incantata dagli scatti fotografici!!!

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    • Debora 28 giugno 2017

      Grazie di cuore: è bello sapere di essere arrivati là dove si voleva arrivare!

      Rispondi
      • Gabry 2 luglio 2017

        le tue foto parlano da sole, bravissima

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  9. lisa fregosi 26 giugno 2017

    Splendido tutto, adoro i tuoi colori e i tuoi abbinamenti; foto superbe come solo tu sai fare!!!
    P.s abbiamo fatto lo stesso piatto ahahahha a me però i tuoi gnocchi piacciono molto di più tesoro, complimenti fantastico tutto!!!

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    • Debora 28 giugno 2017

      Ciao Lisa. Sono contenta che anche questa cromia ti sia piaciuta…e se anche tu hai fatto gli gnocchi allora vuol dire che è stata proprio una bella idea. Sono felice di condividerla con te. Aspetto con ansia di scoprire la tua delizia. Ti abbraccio bella mia

      Rispondi

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