SPECULOOS: LE BEGHINE E IL BOLERO DI RAVEL

“Scrivere è nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto”. (Se una notte d’inverno un viaggiatore, Italo Calvino)

Scrivere è difficile, ancora di più se si scrive di se stessi. Soprattutto poi, se si vorrebbe far filare quel discorso tutto raggomitolato che sia ha nella testa il cui filo conduttore inzia col béguinage e si chiude, annodato, col Bolero di Ravel. Ma procediamo per ordine.

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PEPERONI CUNZATI

“Per me gli uomini si suddividono in tre grandi categorie: gli stronzi, i mesti e … i papà!”
(D.V.G.)
Sarà perchè mi avvicino al giro di boa … ma in questi giorni mi è presa una nostalgia pazzesca di uno degli uomini più importanti della mia vita. Uno dei ricordi più cari che ho di questa persona, sono le estati trascorse insieme nella casa al mare, che in realtà si trovava in piena campagna. Era un vecchio casolare bianco, con gli infissi in legno scuro, circondato da ulivi e campi arati, nei quali da piccoli si andava a rubare le pannocchie. La sera, in special modo nelle lunghe giornate di luglio, quando il sole tingeva di rosso tutti i terreni circostanti, spesso, invece di cucinare, si accendeva un bel fuoco e nel barbeque ci si divertiva ad arrostire la qualunque: spiedini di carne, pane sciapo, pomodori polposi, melanzane scure, zucchine, ma soprattutto grossi peperoni carnosi.

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