MUFFINS SALATI AL PESTO DI PISTACCHI E MIELE

[…] che fretta c’era, maledetta Primavera, che fretta c’era…
(Loretta Goggi)
In questi giorni primissimi di primavera, sembra che un insano buonismo e risveglio dei sensi abbia colpito la stragande maggioranza delle persone. Tutti a tirar fuori dal cilindro coniglietti rosa e rami di ciliegio. Tutti a osannare l’arrivo della bella stagione, dei prati fioriti, delle tremule margherite bianche su cui adagiarsi per un bel pic nic.

A me invece la primavera non piace.
Ecco l’ho detto. Di tutte le stagioni è francamente quella che preferisco di meno.
Mentre tutto il mondo si risveglia dal torpore invernale, a me la stagione primaverile mette addosso una sonnolenza tale che sarei capace di dormire per qualche decennio intero. Con l’arrivo delle prime gemme sui rami mi pervade una pigrizia devastante. La mattina scendo dal letto con gran fatica, mi trascino col muso spalmato per terra, tipo orso polare, lungo tutte le stanze della casa, senza una meta, completamente spersa. Avrei milioni di cose da fare, seguire, affrontare e invece l’unica cosa che riesco a vedere è un’indistindo puntino nero su cui focalizzo il mio sguardo ebete rimanendo seduta sul ciglio del divano. Primavera per me vuol dire Accidia: della peggior risma, proprio quella dei sette peccati capitali danteschi. Mi porta a muovermi come se fossi un bradipo o la moviola di una partita di calcio. Vorrei uscire, respirare l’aria fresca e leggera e invece mi rintano sempre di più in casa. Rimando ogni azione, decisione, pensiero. Ogni gesto mi pesa come se avessi cent’anni, ogni mio discorso è intervallato da lunghi e annoiati sbadigli. Un piacere, insomma, starmi accanto.
La mia mente che per tutto il resto dell’anno rielabora concetti e prende decisioni in maniera fulminea, procede in primavera come un vecchio Commodore 64 su cui hanno installato software di ultima generazione. Decidere di allacciarsi le scarpe da corsa per andare a fare un po’ di moto, richiede così tanta riflessione e ponderazione che si fa buio senza ch’io abbia percoso un centimetro. E fa pure buio tardi! Per non parlare dell’angoscia che mi assale se penso all’imminente cambio di stagione o alle famigerate pulizie di primavera. Aiuto. Mi sento stanca solo a pensarci. Perchè bisogna affaticarsi tanto? Meglio rimandare, meglio sdraiarsi e ciondolare oziosamente, meglio godersi questi mesi di nullafacenza aspettando che arrivi finalmente l’estate. Del resto, maledetta primavera, che fretta c’era??
Per cucinare questi muffin, fotografarli e scrivere il post ci ho messo circa 5 giorni con sforzo immane. Per riprendermi dalla fatica avrò bisogno di tanto tanto tempo, quindi forse ci rivediamo direttamente il 21 di giugno.
RECIPE
(dosi per circa 8 muffin)
per il pesto
20 g di pistacchi sgusciati
un bel mazzetto di basilico fresco (solo le foglie)
110 ml di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio ricolmo di miele
20 g di pecorio romano
20 gr di parmiggiano reggiano
per i muffin
200 g di farnina 00
2 uova
2 cucchiai di zucchero semolato
1 cucchiaio di sale
1/2 bustina di lievito istantaneo per torte salate (7,5 g)
una manciata di pepe
125 g di yogurt bianco
50 ml di olio di semi di girasole
Preparate il pesto: inserite tutti gli ingredienti in un recipiente alto e passateli al mixer fino a quando non avrete ottenuto una bella crema liscia e vellutata.
In una ciotola sbattete le uova con il sale, lo zucchero e la manciata di pepe. Unite poco a poco la farina setacciata, poi a filo l’olio di semi di girasole e lo yogurt. Per ultimo aggiungete il pesto che avete preparato e il lievito. Continuate a mescolare con un cucchiaio fino a quando gli ingredienti non saranno del tutto ben amalgamati.
Rivestite una placca da muffin con i pirottini di carta e versate l’impasto in cascun pirottino avendo cura di riempirlo poco più della metà. Livellate la superficie e mettere in forno statico e preriscaldato a 160°. Fate cuocere per 10/15 minuti circa.
Servite caldi o accompagnati da miele e confetture.

2 Comments

  1. Hihihihi Debora, riesci sempre a farci ridere^^ interessante ed originale il tuo punto di vista sulla Primavera, in effetti qualche effetto collaterale di sonnolenza ci viene col cambio di stagione, ma per ora prevale l’allegria per le giornate che si allungano e soprattutto basta doverci vestire a cipolla, con ottomila strati 🙂 Noi questi splendidi muffin li vedremmo proprio bene in un bel pic nic, da tirar fuori dalla cesta di vimini, con una bella tovaglia a quadri sul prato…sei sicura sicura che non verresti? Sotto dei bei ciliegi in fiore, il sole non ancora aggressivo come quello estivo…no eh? ^^ Ok, ci abbiamo provato!!

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    • debora 24 marzo 2016

      Con voi belle Pancettine verrei anche in capo al mondo…certo dopo il picnic sarei a rischio “”abbiocco”” o forse no, non credo: la vostra deliziosa compagnia certamente allontanerebbe ogni torpore. Quindi vi aspetto neh!!

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